Berlusconi-Sarkozy: insieme per riformare Schengen
Dal vertice anche un appello a Damasco perchè fermi la repressione contro i cittadini siriani
ROMA - Il summit tra Italia e Francia è stato «molto, molto positivo» e tra Italia e Francia c'è «convergenza» «su tutti i temi affrontati». Così hanno detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il presidente francese Nicolas Sarkozy nella conferenza stampa congiunta in una pausa dei lavori del bilaterale Italia-Francia in corso a Villa Madama. E sul nodo immigrazione - uno dei più delicati dell'incontro - i due leader hanno evocato la possibilità di modificare il trattato di Schengen.
«Abbiamo avuto un vertice che posso senza tema definire come molto, molto positivo. E' emersa la forte convergenza - ha assicurato Berlusconi - su tutti i temi che abbiamo affrontato: la situazione in Libia, del Mediterraneo, l'immigrazione la cooperazione economica e industriale tra i nostri due Paesi».
Proprio sul nodo immigrazione, che ha diviso nei tempi recenti i due paesi, Berlusconi e Sarkozy - anticipando di aver inviato una lettera comune a presidente ue Barroso - hanno precisato di non pensare che Schengen sia superato ma vada riformato. «Vogliamo che Schengen viva e perché viva dev'essere riformato» ha sottolineato Sarkozy. La questione migratoria, ha aggiunto Sarkozy, «non può essere rimbalzata» da un paese all'altro ma «dev'essere gestita insieme» dai due governi. Per questo l'inquilino dell'Eliseo si è detto «molto felice» di aver firmato insieme a Berlusconi una lettera sulla riforma dell'accordo di libera circolazione nello spazio europeo indirizzata alle istituzioni europee.
Per quanto riguarda il rafforzamento dell'intervento italiano in Libia, Berlusconi ha detto: «Abbiamo parlato al telefono con il presidente del comitato di transizione di Bengasi e abbiamo fatto il punto e mi ha ringraziato per la decisione di aumentare la flessibilità operativa dei nostri velivoli: l'Italia dava già un contributo con i suoi velivoli e navi, ma insistentemente ci hanno chiesto gli alleati e gli Usa di poter far intervenire i nostri velivoli su obiettivi militari». Il premier ha detto di poter «escludere con certezza» la possibilità di «provocare danni alla popolazione civile» e ha aggiunto che la decisione «è il seguito logico della decisione Onu», alla quale «abbiamo sentito di non doverci sottrarre perché riteniamo che di questo nostro intervento c'è bisogno». Sia Sarkozy che Berlusconi hanno comunque escluso un «intervento di terra» in Libia, misura questa non prevista dalla risoluzione 1973 delle Nazioni Unite.
Dal summit è venuto anche un «appello comune» per la situazione in Siria. «Siamo molto preoccupati ha detto Berlusconi - per gli sviluppi che verifichiamo in questo Paese, per le numerose vittime. L'appello alle autorità siriane è per fermare la repressione violenta, si tratta di dimostrazioni pacifiche, chiediamo a tutte le parti moderazione e auspichiamo che si dia un seguito immediato alle importanti riforme» annunciate.