20 ottobre 2019
Aggiornato 18:00
Stasera a cena tutto il Pdl

Gli ex An divisi dopo la sfida di Matteoli

Gasparri media tra La Russa e il Ministro dei Trasporti. Premier preoccupato. E Scajola rivela il nome dei gruppi

ROMA - Ieri si erano visti, oggi si sono sentiti per telefono. Non direttamente, raccontano in casa An, ma per interposto telefono, quello di Maurizio Gasparri. E' lui infatti il «mediatore» tra Ignazio La Russa e Altero Matteoli. Ieri sera, nel corso di una cena con i suoi parlamentari, il ministro delle Infrastrutture ha lanciato la sua sfida al coordinatore ex aennino, non più considerato l'unico in grado di rappresentare le istanze di tutto il popolo che fu di via della Scrofa. L'alleanza, andata costituendosi negli ultimi giorni, raccoglie gli uomini di Matteoli, di Gianni Alemanno e Andrea Augello.

NESSUNA CONGIURA - Nessuna guerra, ha precisato ieri sera Matteoli ai suoi commensali, dopo aver apprezzato il lavoro di Verdini: «Non facciamo la guerra a nessuno, neanche a La Russa». Ma il ministro è deciso a comunicare direttamente a Berlusconi l'inversione di rotta e mira a rappresentare direttamente, senza mediatori, le istanze dei suoi. Con che conseguenze pratiche è tutto da stabilire, visto che non difficilmente Berlusconi metterà mano al triumvirato. Né Matteoli conferma quanto circola da giorni in ambienti aennini rispetto a sue ambizioni di leadership: «Non ambisco ad altri incarichi, così come non intendo intralciare il lavoro di altri», precisa in una nota. E alcuni deputati a lui vicini rincarano la dose: nessuna congiura, «men che meno il ministro Matteoli merita il sospetto di giocare al gioco levati te che mi ci metto io».

GRUPPI DI SCAJOLA - Non è solo la partita interna agli ex An a preoccupare il Cavaliere. Settori sempre più numerosi spingono per inaugurare la stagione congressuale, ma l'obiettivo del premier resta quello di non mettere mano al partito senza avere prima la certezza che si evitino salti nel buoi o sfide all'ultimo sangue. La tregua sembra essere l'obiettivo berlusconiano - al netto di tentazioni neopredelline - almeno nel medio periodo: lasciare il triumvirato in piedi per un anno, fino al 2012. Certo, gli scogli vanno moltiplicandosi. Non è un caso che ieri sera, di fronte a diverse decine di parlamentari, Claudio Scajola abbia rivelato il nome di quelli che sarebbero potuti essere i gruppi autonomi, poi stoppati dal presidente del Consiglio: Azzurri della libertà per Berlusconi presidente.

LA CENA DI STASERA - E stasera l'ultima cena (forse) di una lunga settimana di appuntamenti conviviali. L'appuntamento è all'hotel Valadier, pieno centro di Roma, dove tutto lo stato maggiore del Pdl dovrebbe discutere di partito, provando a offrire un'immagine diversa rispetto a quella fornita negli ultimi giorni. L'unica presenza in dubbio, stasera, è quella di Berlusconi.