16 ottobre 2019
Aggiornato 02:00
PDL | La battaglia interna agli ex An

La sfida di Matteoli: Basta con La Russa, vedrò Berlusconi

Il Ministro cena con i suoi. Asse con Alemanno-Augello: Meglio Verdini

ROMA - In alto i calici, si brinda. Altero Matteoli - ieri sera in un ristorante nel centro di Roma - ha invitato i commensali al 'cin cin' per l'intesa con Gianni Alemanno e Andrea Augello. Decine i parlamentari presenti all'incontro che, riferiscono, ha segnato l'avvio della battaglia interna agli ex An. Nessun passo indietro, dunque, ma anzi l'ufficializzazione della sfida a Ignazio La Russa. «Non facciamo la guerra a nessuno, neanche a La Russa. Ma andrò da Berlusconi a dire che ormai non ci rappresenta più, non parla a nome nostro. Ora occorre fare un passo in avanti, occorre cambiare». Di fatto, l'annuncio di una candidatura al vertice del partito, chiaro anche dal ragionamento successivo consegnato dal ministro delle Infrastrutture ai suoi parlamentari: «Basta con le quote. E non deve esistere la quota La Russa per rappresentare tutti gli ex An».

La sfida è lanciata, l'incontro fra Matteoli e Berlusconi è questione di giorni, se non di ore. Prima ci sarà un nuovo faccia a faccia con Alemanno, poi nuovi contatti con Maurizio Gasparri, che nella partita prova a rivestire il ruolo di mediatore. Matteoli e i suoi, raccontano fonti presenti all'incontro, è stato chiaro: come coordinatore La Russa «non ha funzionato, paradossalmente è stato meglio Verdini». Proprio al coordinatore azzurro guarda Matteoli, inedito asse toscano per modificare gli equilibri interni del partito.

Come, però, è tutto da vedere. Fioccano le ipotesi di compromesso, fra gli ex An si tenta comunque una mediazione. Ma Matteoli spiegherà al Cavaliere che meglio sarebbe pensare a un ricambio, in vista del via libera a un coordinatore unico, politico. La sfida, comunque, è lanciata. D'accordo, con qualche tentennamento, Alemanno. Convinto anche Augello, che ieri ha preso parte alla riunione conviviale. Tutto in vista dei congressi locali e di quello nazionale, che la nuova componente interna del Pdl si appresta a reclamare, senza mettere in discussione la leadership berlusconiana.