6 dicembre 2019
Aggiornato 21:30
L’eurodeputato del Fli lascia il partito di Fini

Rivellini: «Io insieme alle bandiere rosse non sfilo»

Al centro della protesta anche l'appoggio a Gianni Lettieri, candidato del Pdl a Napoli

ROMA - «Lascio il Fli o per meglio dire l'illusione che questa rappresenta, visto che non è linea con quanto deciso all'unanimità al congresso di Milano da tutti i militanti presenti. Resta il dato che non sono state affrontate le questioni evidenziate in questi giorni come il fatto che i vertici del partito negano la democrazia partecipata e, al contrario di quanto affermano in pubblico, trovano scandalose le posizioni di chi vuol ancorare il partito al centrodestra, per poi trovare naturale che massimi dirigenti sfilino sotto le bandiere rosse della sinistra radicale», ha affermato l’eurodeputato Enzo Pivellini.

AL CENTRO DELLA PROTESTA L’INTENZIONE DI SOSTENERE A NAPOLI IL CANDIDATO DEL PDL - Rivellini, ha annunciato le sue dimissioni dal partito dopo il «silenzio assordante» di Gianfranco Fini e Italo Bocchino in merito alla vicenda delle elezioni amministrative a Napoli e la decisione, da parte dello stesso Rivellini, di appoggiare il candidato a sindaco del Pdl Gianni Lettieri e non il rettore Raimondo Pasquino, scelto dal Terzo polo.

UN PARLAMENTARE EUROPEO DA 110 MILA PREFERENZE - Enzo Rivellini, parlamentare europeo del Ppe è stato eletto nella circoscrizione Italia meridionale con circa 110 mila preferenze, di cui 85mila circa in Campania. La sua decisione dopo la riunione svolta ieri a Napoli con alcuni esponenti del partito, dopo aver ascoltato le dichiarazioni di Italo Bocchino a Radio24 e dopo un colloquio telefonico con Gianfranco Fini. «Abbiamo deciso di togliere dall'imbarazzo gli stessi Fini e Bocchino, visto che il loro assordante silenzio sulle questioni poste in questi giorni dal nostro territorio», ha spiegato Rivellini.

AL CONGRESSO PENSAVAMO DI AVERE ELETTO FINI INVECE AVEVAMO ELETTO BOCCHINO - «A questo punto desideriamo autodenunciarci perché a Milano, purtroppo, siamo stati vittime di un'illusione collettiva o di un gioco di prestigio. Difatti, tutti eravamo convinti di aver eletto Gianfranco Fini e, invece, il giorno dopo sui giornali abbiamo scoperto che il nostro presidente è Italo Bocchino.
adesso, dopo averlo ascoltato a Radio24, scopriamo che quello di Milano, a questo punto, non è stato nemmeno - ha concluso - un gioco di prestigio o un'illusione, ma qualcos'altro».