28 gennaio 2020
Aggiornato 11:30
Sentenza della Cassazione

Lecito mettere online le liste di sospetti evasori fiscali

Annullata la condanna di una giornalista di una agenzia di stampa italiana. Documenti extraprocessuali non sono coperti dal segreto

ROMA - Non è reato pubblicare su internet i nomi e i relativi conti svizzeri di cittadini italiani sospettati di evasione fiscale. Infatti, non esiste il divieto di pubblicazione di documenti di origine extraprocessuale acquisiti a un procedimento, perché non sono coperti da segreto. Lo ha stabilito la Corte di cassazione, che ha annullato la condanna di una giornalista di una agenzia di stampa italiana che aveva pubblicato i nomi di potenziali evasori delle imposte, intestatari di conti in Svizzera.

Due le conclusioni raggiunte dalla prima sezione penale. «È sanzionata ex articolo 684 c.p. la pubblicazione sia di atti che documenti inerenti un procedimento penale di cui per legge sia vietata la pubblicazione». Non solo: «Vietata per legge - continuano i giudici - è la pubblicazione, come testualmente recita l'articolo 114 c.p.p. degli atti coperti da segreto o anche solo del loro contenuto».
Dunque, riporta il sito Cassazione.net, nel formalizzare l'assoluzione piena della giornalista perché il fatto non sussiste, la Cassazione ha affermato un nuovo principio secondo cui «i documenti di origine extraprocessuale acquisiti ad un procedimento, non compiuti dal pubblico ministero o dalla polizia giudiziaria, non sono coperti da segreto ex art. 329 Cpp; per essi non vige dunque il divieto di pubblicazione di cui all'art. 114 Cpp la cui violazione possa costituire il reato di cui all'art. 684 Cp.».