28 gennaio 2020
Aggiornato 03:00
Emergenza immigrazione

Quagliarello: gli slogan di Bossi non risolvono i problemi

Intanto Frattini conferma: pronti 150 milioni di euro per fermare l'arrivo dei barconi

ROMA - «Forse sarebbe il caso che la Lega prendesse coscienza che siamo di fronte ad un problema epocale di dimensioni mai viste. Ed è un problema che mette alla prova la capacità di Governo di una coalizione, di tutta la coalizione, non solo di una parte», ha affermato Gaetano Quagliarello, vice capogruppo del Pdl al Senato.
»L'emergenza immigrati ora è epocale e il 'Fora di ball' proclamato dalla Lega non è una politica per affrontarla», ha spiegato Quagliariello in una intervista al Messaggero.

QUAGLIARELLO: NESSUNO HA LA POSSIBILITA’ DI DIRE «FORA DI BALL» AGLI IMMIGRATI - Nessuno ha la possibilità di tirarsi fuori e di fare la voce grossa» e dire agli immigrati 'Fora di ball', come fa la Lega, «non è una politica e ho l'impressione che presto gli elettori se ne possano accorgere». «La lega - prosegue - è una forza responsabile e di Governo e non credo si accontenterà di scandire slogan e spot elettorali per 45 giorni».

FRATTINI: OGGI BERLUSCONI OFFRIRA’ 150 MILIONI AL GOVERNO DI TUNISI - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, oggi a Tunisi, «confermerà personalmente l'impegno italiano, una linea di credito di 150 milioni di euro per aiutare i giovani a sviluppare microcredito, artigianato, commercio, piccole attività che allevino la disoccupazione» e riducano al minimo i flussi di migranti verso l'Italia. E' quanto ha spiegato il ministro degli Esteri Franco Frattini in un'intervista al quotidiano La Stampa.

IL PACCHETTO ITALIANO PREVEDE ANCHE MASTER UNIVERSITARI E CORSI DI FORMAZIONE - Ma il «pacchetto» che Berlusconi offrirà oggi alle autorità tunisine prevede anche «un terzo capitolo», che si aggiunge alla linea di credito e alla politica dei «rimpatri»: «aiuti mirati alla forza lavoro, master universitari e corsi di formazione, in Italia e in loco», ha sottolineato il titolare della Farnesina, precisando però che «vanno programmati, non possono certo partire sotto la pressione di un'ondata di 20.000 migranti».