13 dicembre 2019
Aggiornato 21:30
Il sito di Della Vedova denuncia una corsia preferenziale agli alpinii

Per il Fli, Calderoli sta lavorando ad un esercito del Nord

«Per i soldati reclutati al nord prevista una strada spianata nell'arruolamento ma anche negli enti locali»

ROMA - Il sito «liberiamo.it» di Della Vedova: per gli alpini un percorso agevolato per impiego pubblico regionale-locale.

UNA PROPOSTA DI LEGGE CONTESTATA - «I residenti al Nord avranno una percorso agevolato che, passando attraverso le truppe alpine, li può portare diritti all'impiego pubblico regionale e locale. Prima nei settori della sicurezza e della protezione civile, poi - chissà - con un concorso interno si può arrivare a sedersi comodamente ad una scrivania, in modo da avere, oltre che l'esercito del Nord, anche corsie preferenziale per la Pubblica amministrazione. Secondo Calderoli questo federalismo, secondo noi un modo surrettizio di ripetere al Nord gli errori che per decenni sono stati commessi al Sud». Così Marianna Mascioletti, su Libertiamo.it, giornale on line dell'associazione presieduta dal capogruppo di Futuro e Libert alla Camera, Benedetto Della Vedova, commenta la proposta di legge in discussione oggi alla Camera.

PER GLI ALPINI STRADA IN DISCESA NELL’ARRUOLAMENTO, MA ANCHE NEGLI ENTI LOCALI - «Chi risiede nelle regioni di reclutamento alpino (quasi tutte, tranne l'Abruzzo, situate nel Nord Italia) e sceglie di entrare nel corpo degli alpini, oltre ad avere una 'corsia preferenziale' di arruolamento gi prevista nella legge avr diritto a benefici fiscali regionali che non spetteranno, invece, agli alpini non residenti in quelle regioni».
«Le Regioni - si legge ancora su Libertiamo.it - potranno anche decidere di destinare agli alpini residenti «riserve di posti nei concorsi banditi in relazione a impieghi concernenti attivit di sicurezza e protezione civile». Detto in altri termini: i residenti al Nord avranno una percorso agevolato che, passando attraverso le truppe alpine, li pu portare diritti all'impiego pubblico regionale e locale». «Insomma stiamo arrivando all'istituzione dell' 'esercito del Nord'?

BOSSI PRESENTE ALLA CELEBRAZIONE DELLE CINQUE GIORNATE DI MILANO - Il leader della Lega, Umberto Bossi, sarà a Milano tra il 18 e il 22 marzo prossimi per un intervento pubblico in coincidenza con i festeggiamenti delle Cinque giornate di Milano. Lo ha detto il capogruppo del Carroccio a palazzo Marino, Matteo Salvini, al termine di un incontro a casa di Letizia Moratti per fare il punto sull'imminente campagna elettorale per le comunali. L'esponente leghista ha precisato che Bossi sarà presente al di fuori delle celebrazioni ufficiali per il 150esimo anniversario dell'Unità d'Italia. «Visto che sui nostri manifesti - ha detto Salvini - ci sarà scritto 'Milano Capitale' la presenza di Bossi in quei giorni sarà particolarmente significativa».

ALEMANNO: SENZA ROMA CAPITALE I COMUNI D’ITALIA SAREBBERO PIU’ DEBOLI - «Se l'Italia, con Roma cuore della Nazione unita, non ci fosse, le Regioni e i Comuni non sarebbero più forti ma più deboli». Così il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, in un'intervista rilasciata al sito dell'Anci in occasione delle festività per il 150esimo dell'Unità d'Italia.
Alemanno ricorda il ruolo di Capitale consegnato proprio a Roma nel 1870, e che dopo 150 anni sta trovando definitivamente compimento. E scommette sulla grande partecipazione dei romani alle feste popolari che ricorderanno l'Unità: il 2 giugno, «ma anche il 17 marzo».

LA STORIA HA ASSEGNATO A ROMA IL RUOLO DI CAPITALE - Nel ricordo delle pietre miliari della storia del Risorgimento, Alemanno ricorda la Repubblica Romana del 1849, ma anche la sconfitta di Garibaldi a Mentana, «e la definitiva caduta del potere temporale della Chiesa con l'entrata in città dei bersaglieri, il 20 settembre 1870». Fu allora che Roma fu consegnata al ruolo di Capitale: «Un ruolo - afferma Alemanno - che si inserisce in un quadro che troverà il suo completamento con le riforme di questi anni, che conferiscono alla città una governance all'altezza del suo ruolo di Capitale nazionale e internazionale». E a chi ancora oggi mette in discussione quel ruolo, il sindaco dice che «se l'Italia, con Roma cuore della Nazione unita, non ci fosse, le Regioni e i Comuni non sarebbero più forti ma più deboli».