19 maggio 2024
Aggiornato 16:00
Federalismo

Dlgs municipale lunedì a Colle, parola a Napolitano

Il Quirinale con una lettera al Premier chiese di «coinvolgere Camere ed enti locali»

ROMA - Non è ancora giunto al Quirinale per la firma del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il decreto legislativo sul federalismo fiscale municipale. Il provvedimento, che ieri ha incassato la fiducia dalla Camera ed oggi è stato varato dal Consiglio dei ministri, dovrebbe arrivare con ogni probabilità lunedì sulla scrivania del capo dello Stato, dopo la conclusione del previsto iter burocratico.

Da stasera fino a domani, tra l'altro, Napolitano è lontano da Roma perchè impegnato a Ginevra in una visita alle Nazioni Unite dove incontrerà l'alto commissario per i Diritti umani, Navi Pillay, e l'Alto commissario per i Rifugiati, Antonio Guterres. Infine un impegno al Cern. Lo scorso 4 febbraio Napolitano aveva definito, in una lettera al premier Silvio Berlusconi e ai presidenti delle Camere, «non ricevibile» il decreto sul fisco municipale. Il Colle contestava al governo il mancato rispetto delle procedure previste dalla stessa legge delega: in sostanza un provvedimento così importante non poteva essere licenziato da un Consiglio dei ministri, peraltro convocato in fretta e furia senza informare il capo dello Stato, eludendo il necessario passaggio alle Camere.

Sulla necessità di una «larga condivisione» di leggi che avranno conseguenze importanti sull'utilizzo delle risorse pubbliche il presidente aveva specificatamente richiamato l'attenzione del governo. Parole che oggi, davanti all'alzata di scudi delle Regioni sull'altro decreto, quello sul federalismo fiscale regionale, appaiono particolarmente 'attuali': «Sento il dovere di richiamare l'attenzione del Governo sulla necessità di un pieno coinvolgimento del Parlamento, delle Regioni e degli Enti locali - ha scritto Napolitano poche settimane fa - nel complesso procedimento di attuazione del federalismo fiscale». Un tema, dunque, su cui il Colle vigilerà.