20 gennaio 2022
Aggiornato 14:00
Futuro e Libertà

Bocchino: «Gli addii dispiacciono, ma non mercanteggiamo»

Il vicepresidente di FLI: «Chi lascia lo fa per ragioni personali incompatibili con noi»

ROMA - Dispiaciuti per gli addii di diversi parlamentari a Futuro e Libertà, ma il partito di Gianfranco Fini non ha intenzione di «mercanteggiare» per trattenere chi, per «questioni personali», abbia intenzione di lasciare. Lo dice il vicepresidente di Fli, Italo Bocchino, in un videomessaggio su internet.

Bocchino riconosce i «litigi interni» al partito, che «non vogliamo condannare singolarmente». Ma al tempo stesso «è evidente che se hanno fatto scelte diverse è solo per ragioni di tipo personali, perchè avevano ritenuto di dover rivendicare posizioni incompatibili con un progetto che si rivolge ad elettori e non agli eletti». Ancora più chiaramente: «Fli non è la zattera di salvataggio per 50 parlamentari, tanto che Fini ha fatto una segreteria fatta interamente di non eletti». Certo, «qualcuno ha scelto di andarsene, ci dispiace per certi versi sul piano personale, non comprendiamo le loro motivazioni, ma sono casi singoli che riguardano questioni personali che non possono essere oggetti di mercanteggiamento».

Il vicepresidente di Fli insiste sull'obiettivo di lungo periodo del partito: «Quando finirà la fase del berlusconismo, che dovrà finire, questo partito contenitore sarà pronto ad accogliere tutti quelli che vogliono battere la sinistra ma lo vogliono fare dentro un partito moderato, riformista, liberale, capace di ascoltare i cittadini e i corpi intermedi, di rispettare le altre istituzioni, di scrivere regole condivise». E con questi obiettivi «rilanciamo con grandi iniziative esterne: il 6 marzo a Roma la convention dei presidenti degli oltre mille circoli di Fli, tutti pronti a scendere al fianco di Fini per avviare la stagione dei congressi, veramente democratica e partecipata, in cui tutti i dirigenti saranno eletti dalla base, questa è la rivoluzione di Fli». E poi «l'11 marzo con Fini a Torino per celebrare l'Unità d'Italia, con gioia ma anche con tristezza perchè i ministri della Lega hanno votato contro la festa nazionale e Berlusconi lo ha consentito: mettere sotto scacco la storia di questa nazione è secondo noi un errore politico gravissimo, e vogliamo recuperare l'amor patrio, essere il partito dell'identità e dell'orgoglio nazionale». E infine le iniziative del movimento giovanile». Insomma un partito «dinamico, che gode di ottima salute, e lo dimostreremo creando un partito veramente plurale, partecipato, democratico».