Regioni, Fitto: La riforma non è più rinviabile
Il Ministro per gli Affari Regionali: «Serve un nuovo sistema di relazioni tra Stato e Autonomie»
ROMA - Nasce la Conferenza della Repubblica: il Consiglio dei ministri ha infatti approvato il disegno di legge che delega il governo a modificare, entro un anno, il sistema dei rapporti tra Stato e Autonomie. Decisione che lascia «molto soddisfatto» il ministro per gli Affari regionali Raffaele Fitto, che ha proposto il provvedimento: «Si tratta di una riforma importante che adegua il sistema e le forme delle relazioni tra Stato e Autonomie, non più rinviabile dopo la modifica del Titolo V della Costituzione che ha comportato una trasformazione dell'ordinamento della Repubblica in senso policentrico e ha conferito, attraverso l'articolo 114 della Costituzione, pari dignità ai Comuni, alle Province, alle Città metropolitane, alle Regioni e allo Stato».
ESIGENZE DI FLESSIBILITÀ - Fitto sottolinea come «la necessità di adeguare la disciplina del sistema delle Conferenze risalente al 1997, era stata da più parti autorevolmente rappresentata a fronte delle criticità emerse nel rapporto tra Stato, Regioni e Autonomie locali. Si è voluto, quindi, istituire un Organo nuovo che fosse improntato a conciliare esigenze di flessibilità e di stabilità; si è ritenuto, infatti, che un sistema policentrico, com'è il nostro, necessiti di una sede nella quale non vengano svolte solamente procedure di concertazione, espressione del principio di leale collaborazione, bensì, attività di garanzia e coordinamento delle istanze della Repubblica 'costituita da Comuni, Città metropolitane, Province, Regioni e Stato'».