Verdini e Santanchè varano l'«operazione 330»
Si guarda a delusi di Fli, come Rosso. Pressing su Ronchi e Urso. Forte il pressing anche sui due Liberldemocratici Daniela Melchiorre e Italo Tanoni
ROMA - Un pressing estenuante, orchestrato dai massimi dirigenti del Pdl. Una manovra mai interrotta, ma che si è intensificata negli ulti giorni, soprattutto di fronte alla spaccatura di Fli. Un'operazione, soprattutto, destinata a durare fino a quando la maggioranza non raggiungerà quota 330, asticella indicata dalla Lega e cifra necessaria per tentare di riequilibrare la composizione delle commissioni parlamentari e dell'ufficio di Presidenza che potrebbe intervenire nell'iter del conflitto di attribuzioni. Da via dell'Umiltà è scattata dunque la 'caccia' ai parlamentari dell'opposizione e in Transatlantico sembra di essere tornati al pre 14 dicembre. Artefici dell'operazione, ancora una volta, gli emissari dei Responsabili. Ma la novità è che, raccontano diverse fonti, a telefonare sono di nuovo anche Denis Verdini e Daniela Santanché.
Nel mirino ci sono innanzitutto gli scontenti di Fli. Luca Barbareschi - riferiscono fonti berlusconiane - avrebbe già comunicato di essere pronto a votare nuovamente con la maggioranza. Successivamente dovrebbe dimettersi per fare largo a un deputato «berlusconiano» eletto nelle liste del Pdl. Forte il pressing anche sui due Liberldemocratici Daniela Melchiorre e Italo Tanoni. E gli ex colonnelli di An 'pressano' anche Adolfo Urso e Andrea Ronchi. Nella 'rosa' rientrano anche Latteri e Gaglione (entrambi assenti nella votazione sulla richiesta della Giunta).
Un altro deputato futurista in bilico è Roberto Rosso. Intercettato a sera a Montecitorio, spiega ai cronisti: «Ho lasciato il Pdl per un problema con il vertice regionale piemontese, non per un problema con Berlusconi. Finche nulla si muove su quel fronte, non c'è nulla da dire. Se invece qualcosa cambiasse, osserverei con attenzione la situazione». L'effetto dell«operazione 330' è tutta da verificare. Certo un deputato dell'opposizione confessa tutta la sua preoccupazione quando racconta dietro anonimato: «Il pressing è fortissimo. E' più forte perfino di quello di dicembre».