Pdl allenta stretta su informazione, resta il doppio conduttore
Nuovo testo Butti, la prossima settimana riprendono i lavori. Il Pd per ora non si sbilancia e attende di valutare le modifiche
ROMA - Il Pdl allenta la stretta sull'informazione delineata nella prima bozza per l'atto di indirizzo sul pluralismo Rai della Vigilanza. Oggi il capogruppo in Commissione Alessio Butti ha presentato il testo con modifiche: via il limite temporale di otto giorni per affrontare un tema, via quello che impediva a chi avesse avuto incarichi politici di condurre un programma. Resta l'idea del doppio conduttore e il divieto di usare attori e filmati sui temi giudiziari. E' l'ultima mossa per andare incontro alla richiesta, su cui il Presidente Zavoli insiste da un mese, di approvare un testo condiviso, perché sia forte. Il Pd attende di esaminare il nuovo testo, e la prossima settimana il lavoro riprende.
Nella nuova formulazione, spiega Butti, è stata tolta la «norma Avetrana», quella per la quale «la Rai, potenziando l'attività del Comitato editoriale» razionalizzi l'offerta delle trasmissioni di approfondimento giornalistico» per «evitare ridondanze e sovrapposizioni». Si prevede che «i temi trattati da un programma non costituiscano oggetto di approfondimento di altri programmi, anche di altre reti, almeno nell'arco degli otto giorni successivi alla loro messa in onda». Principio la cui «ragionevole attuazione» viene affidata alla Direzione generale. Scelta, spiega Butti, fatta perché «all'epoca del deposito della prima bozza, cioè a metà dicembre, il cosiddetto 'caso Ruby' era sconosciuto ai palinsesti Rai, mentre era ben nota la drammatica questione di Avetrana». Norma soppressa per «evitare ulteriori tensioni polemiche veramente prive di senso». Via anche la norma Santoro sul divieto di conduzione di programmi di approfondimento o direzione di rete e testata a chi abbia «interrotto la professione giornalistica per assumere ruoli politici», il divieto, spiega Butti parlando di mediazione di buon senso, «sarà valido per i due anni successivi alla cessazione del mandato politico».
Resta l'indicazione, per la Rai, di studiare format che prevedano «anche la presenza in studio di due conduttori di diversa estrazione culturale» e il divieto, nei programmi di approfondimento, di usare tecniche «capaci di manipolare in maniera non riconoscibile allo spettatore il contenuto delle informazioni», e qui rientrano interpretazioni di attori delle intercettazioni, e l'uso di filmati, tabelle e schede. La prossima settimana riprendono i lavori, con ogni probabilità con un ufficio di presidenza prima della seduta. Il Pd per ora non si sbilancia e attende di valutare le modifiche.