Di Pietro: «Il referendum è il modo per mandare a casa Berlusconi»
Il leader dell'IdV lancia la campagna: «Maroni convochi la data, sia abbinato a amministrative»
ROMA - Silvio Berlusconi deve dimettersi e l'unico strumento per raggiungere questo risultato alla fine potrebbe essere il referendum sul legittimo impedimento che verrà votato in primavera insieme a quelli sull'acqua e sul nucleare. Antonio Di Pietro, durante una conferenza stampa, lancia la campagna sul referendum promosso da Idv e chiede al ministro dell'Interno Roberto Maroni di fissare al più presto una data, abbinando la consultazione referendaria alle amministrative già in programma per il 29 maggio.
Dice Di Pietro: «Sono certo che ogni volta che ci sarà udienza (per il processo sul caso-Ruby, ndr) Berlusconi troverà l'occasione per essere impegnato, troverà sempre una scusa». Il problema, insiste il leader di Idv, è la legge sul legittimo impedimento che «permette al presidente del Consiglio di rinviare sine die procedimenti penalmente rilevanti». Dunque, «il voto referendario è il naturale sbocco propositivo della protesta di piazza che sta montando». Berlusconi, insiste Di Pietro, è un «Mubarak all'ennesima potenza, perché almeno Mubarak ha ascoltato la piazza e si è dimesso, Berlusconi non lo farà».
«Col referendum - insiste - c'è la possibilità di mandare a casa Berlusconi. Lui vuole il giudizio del popolo, e noi glielo diamo: sarà un referendum plebiscitario su chi vuole Berlusconi e chi non lo vuole». Conclude Di Pietro: «Il ministro dell'interno fissi una data nello stesso giorno delle amministrative, o nel giorno del ballottaggio, per risparmiare soldi dello Stato e per permettere ai cittadini di votare in un solo giorno».