20 gennaio 2022
Aggiornato 16:00
Governo

Bocchino: Berlusconi faccia come Craxi, dia una terna di nomi

E' quanto scrive il Presidente dei Deputati di Futuro e Libertà sul sito di Generazione Italia: «Aiuti a scegliere il nuovo Premier ed evitare il galleggiamento»

ROMA - «Il caso Ruby è entrato a piè pari nella instabile situazione politica. A prescindere dalle responsabilità penali, la cui verifica spetta alla magistratura, c'è un problema di opportunità istituzionale su cui non si può tacere. Va detto con chiarezza che da quel che si legge nei documenti della Procura di Milano appare evidente che Berlusconi è allo stato incompatibile con la guida del governo». E' quanto scrive il Presidente dei Deputati di Futuro e Libertà, Italo Bocchino, sul sito di Generazione Italia.
«È allo stato incompatibile perché non è in condizione di tutelare all'estero l'interesse nazionale. È allo stato incompatibile a rappresentare un governo che difenda la dignità delle donne. È allo stato incompatibile a rappresentare quell'etica pubblica che un capo del governo deve incarnare come esempio. È allo stato incompatibile a rappresentare l'Italia culla della cristianità. È allo stato incompatibile a rappresentare i valori del popolarismo europeo», spiega Bocchino.

«Preso atto di questa incompatibilità - prosegue - ci sono tre strade soltanto. La prima è che Berlusconi si presenti dinanzi ai magistrati e dimostri che è tutta una macchinazione, smontando pezzo dopo pezzo lo squallore che emerge e dimostrando con i fatti che la Procura sbaglia. La seconda è prendere atto dell'incompatibilità evidente e del danno che questa produce all'Italia recandosi al Quirinale per rassegnare le dimissioni indicando a Napolitano una terna di nomi (Alfano? Letta? Tremonti?) di sua fiducia ed espressione della maggioranza che ha vinto le elezioni, come fece Craxi nel 1992 con la terna Amato, De Michelis, Martelli. Su questa ipotesi troverebbe la convergenza del Polo della Nazione e battezzerebbe un governo a lui vicino con una maggioranza la più ampia possibile in questa legislatura. La terza ipotesi è il voto. Le elezioni a questo punto sarebbero utili a far esprimere gli italiani e a farci comprendere se vogliono ancora essere governati da chi vive in queste condizioni, tra festini e amici che gli spillano soldi, con tanto di cresta. Le elezioni a questo punto non sarebbero un male, ma un bene per il Paese. Servirebbero a fare chiarezza, a dimostrare che esistono tre coalizioni, il centrosinistra, il centrodestra estremista di Berlusconi e Bossi e il vero centrodestra moderato di Fini e Casini. E a quel punto che siano gli italiani ad assumersi la responsabilità di scegliere».

«La quarta ipotesi non esiste perché farebbe affondare l'Italia. Pensare a galleggiare urlando al complotto e paralizzare governo e parlamento non è più possibile», conclude il presidente dei deputati di FLI.