8 aprile 2020
Aggiornato 18:30
«Pronto a candidarmi a vita»

Dell'Utri: non finirò in galera

Il Senatore del PDL: «Sono un perseguitato politico: non andrò in carcere innocente»

ROMA - «Finché sono vivo e imputato mi candiderò a vita. Io non voleva candidarmi nel 1994 e sono stato costretto a candidarmi nel 1996 per evitare i bombardamenti a sorpresa. Se non fossi imputato non mi candiderei. Sono indagato per questioni politiche e mi reputo un perseguitato politico». Marcello Dell'Utri, ospite della Zanzara a Radio 24, si dice pronto a difendere a vita la propria innocenza facendo ricorso, se necessario, alla candidatura in Parlamento.

«Non c'è l'ipotesi - si dice certo Dell'Utri - che io finisca in galera e non ho timore di finire in galera: come fanno a darmi sette anni per nulla? Sulla sentenza d'appello sono ottimista. A Palermo c'era un plotone di esecuzione. I miei avvocati mi hanno detto che ci sono tanti motivi di assoluzione».
Se invece prima o poi le porte del carcere per lui dovessero aprirsi, «penso che ci siano molte cose da leggere per cui - dice Dell'Utri - se dovessi andare in galera mi farò una grande cultura...«

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