Di Pietro: martedì si rischia il «delitto politico»
Il leader dell'IDV a Napolitano: «prenda atto che comunque non c'è maggioranza»
BOLOGNA - Se il Governo Berlusconi non si dimette «vengano meno le condizioni democratiche per stare in questo paese». Per questo motivo il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, ieri a Bologna si è rivolto all'informazione e al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: «L'omicidio politico - ha detto l'ex PM - si commette martedì. Allora io chiedo alle forze politiche, all'informazione, allo stesso capo dello stato: dobbiamo aspettare che martedì si compia il delitto?» «In questo momento - ha spiegato Di Pietro dal palco allestito al Paladozza di Bologna, durante lo spettacolo dell'Idv «Il dittatore del bunga bunga» - il Parlamento non è più in grado di decidere secondo libertà e coscienza, perché ci sono delle persone che fanno la differenza tra la maggioranza e la minoranza che o si lasciano comprare, o vengono indotti, o vengono minacciati, o comunque si adattano da Ponzio Pilato ad accettare e a stare a guardare».
«Qualunque cosa succede il capo dello stato deve prendere atto che non c'è più una maggioranza politica. Tutto il resto è un modo per vivacchiare». Infatti, secondo Di Pietro dopo il voto alla Camera del 15 dicembre «non sapremo mai chi si è venduto e chi è stato costretto e da chi a votare. E dal 15 dicembre in poi in parlamento ogni volta che si vota una legge o una norma, non sapremo mai se quella norma è la santa volontà del parlamento».