16 luglio 2019
Aggiornato 02:30
Morte Gabriele Sandri

Al via il processo di secondo grado, Spaccarotella non è in aula

I familiari di Gabbo: «Vogliamo verità e giustizia e speriamo che oggi questa vicenda finisca»

FIRENZE - E' iniziato questa mattina a Firenze il processo di secondo grado per l'omicidio di Gabriele Sandri, il 26enne tifoso laziale ucciso da un colpo di pistola l'11 novembre del 2007 nell'area di servizio di Badia al Pino, in provincia di Arezzo, sull'autostrada A1. Per la morte del tifoso è stato condannato in primo grado a 6 anni di reclusione il poliziotto Luigi Spaccarotella, con l'accusa di omicidio colposo. La procura generale e quella di Arezzo hanno fatto appello chiedendo che venga riconosciuto l'omicidio volontario.

Spaccarotella oggi non è in aula. Ci sono invece Giorgio e Cristiano Sandri, padre e fratelllo di 'Gabbo': «Vogliamo solo verità e giustizia - dicono - e speriamo che oggi questa vicenda finisca».
Per l'avvocato Federico Bagattini, legale di Spaccarotella, «la sentenza di primo grado ha costituito il punto fermo per l'esclusione dell'omicidio volontario. Vogliamo andare avanti sotto il profilo della riduzione della pena - dice - valorizzando la deviazione del proiettile a causa della recinzione metallica». Per il legale dell'agente tale deviazione ha avuto un'influenza «importante, il che certifica la non volontarietà dell'atto e addirittura l'incidentalità non solo della morte ma anche dell'atto, dello sparo».
Bagattini ha infine spiegato anche l'assenza del suo assistito, che «sta malissimo dal punto di vista psicologico per questo ulteriore appuntamento processuale».