20 novembre 2019
Aggiornato 19:00
L'intervista

Cristiano Sandri al DiariodelWeb.it: «A dieci anni dall'addio a Gabriele, nessun pentimento di Spaccarotella»

Dieci anni sono volati in fretta, ma quell'assenza li ha fatti pesare come un macigno: Cristiano Sandri ricorda il fratello Gabriele, appassionato tifoso laziale ucciso per mano di un agente della Polstrada

Gabriele Sandri
Gabriele Sandri ANSA

ROMA - Solo in questi ultimi giorni è stata resa nota la semilibertà ottenuta da Luigi Spaccarotella, condannato a 9 anni e 8 mesi per l’uccisione del tifoso laziale Gabriele Sandri, avvenuta l’11 novembre 2007. Un colpo di pistola, sparato da un piazzola sul lato opposto dell’Autostrada, colpì mortalmente «Gabbo» che stava dormendo in macchina nell’area di servizio di Badia al Pino ovest. In molti hanno sollevato qualche dubbio sull’opportunità della semilibertà concessa a Spaccarotella, non certo Cristiano Sandri, fratello di Gabriele, che di professione fa l’avvocato: «Non mi sorprende la semilibertà: immaginavo che lui già stesse usufruendo di questo beneficio previsto dall’ordinamento penitenziario».

NESSUN PENTIMENTO - Forse, la riflessione poteva essere sollevata sulla pena originaria comminata Spaccarotella: «Il giudice dell’udienza preliminare non accolse la richiesta di giudizio abbreviato quindi venne svolto il processo ordinario» ricorda Cristiano Sandri. La condanna per omicidio colposo a Spaccarotella venne poi stravolta in Appello e in Cassazione e riformata in omicidio volontario. «La corte, però – osserva Cristiano – accolse la richiesta di giudizio abbreviato ritenuta accordabile facendo recuperare in questo modo il beneficio dello sconto della pena di un terzo». Ciò che lascia perplesso Cristiano Sandri, però, è altro: «Da fratello di Gabriele posso dire che in dieci anni non abbiamo mai percepito il percorso di pentimento o una volontà di chiarire, né da parte dell’agente né dalla famiglia».

UN VUOTO IMMENSO - «Per capire che persona fosse Gabriele, basta guardare una sua foto e osservare i suoi occhi. Si dice siano lo specchio dell’anima e lui di animo era nobile» quelle di Cristiano Sandri sono le parole di un fratello maggiore, sempre più innamorato del fratello piccolo, anche se è stato strappato via da dieci lunghissimi anni. Ma ad amare Gabriele, oltre alla famiglia, ci sono gli amici cresciuti con lui, nel quartiere della Balduina; conosciuti nei locali dove metteva i dischi o allo stadio, in Curva Nord, settore dei sostenitori biancocelesti. «Posso dire che la partecipazione al nostro dolore in questi dieci anni è arrivata dalle tifoserie di tutta Italia e d’Europa. Recentemente, in occasione della partita contro la Lazio, i tifosi del Nizza hanno voluto incontrarmi a Roma per portare un omaggio in ricordo di Gabriele. Ma sono arrivati segnali di amicizia da Dortmund, da tifoserie in Bulgaria e da molti altri Paesi».

ULTRAS DA TUTTA ITALIA PER RICORDARLO - Sabato, alle ore 14.30, ci sarà una manifestazione per ricordare Gabriele con un sit-in che si svolgerà nel piazzale della Curva Nord, presso lo Stadio Olimpico. Oltre alla famiglia, ci sarà la partecipazione di molti gruppi ultras che vogliono rendere il loro omaggio. Tifosi divisi ogni domenica, si ritroveranno uniti nel ricordo di un ragazzo che in tanti hanno imparato nel tempo a conoscere e a voler bene. «Sono orgoglioso di aver avuto, anzi, di avere un fratello come lui», Cristiano non smette di sorridere quando pensa a Gabriele e sabato sarà all’Olimpico con la famiglia, per ricevere l’abbraccio di tante persone.