25 gennaio 2022
Aggiornato 09:30
La crisi nel centrodestra

Casini «apre». Il Pdl vede le carte, Lega e Pd attaccano

Voci di contatti tra il Premier e il leader Udc, che non esclude un Berlusconi-bis. Bondi: «Riconosca i meriti»

ROMA - Pier Ferdinando Casini apre al dialogo con Silvio Berlusconi, il leader Udc fa una mossa che viene accolta con cauto interesse da Silvio Berlusconi, mentre la Lega reagisce negativamente e il Pd pare irritato. Le parole di Casini, che secondo alcune fonti del Pdl avrebbe avuto un contatto nei giorni scorsi con lo stesso premier, sembrano aprire la porta anche all'eventualità di un possibile Berlusconi-bis: «Se vogliono cambiare ci siederemo al tavolo, ma ci aspettiamo fatti, non chiacchiere». Certo, il leader Udc chiede comunque un nuovo governo e, dunque, quelle dimissioni che Berlusconi non è intenzionato a dare. Ma lo scenario potrebbe essere obbligato in caso di sfiducia alla Camera.

BERLUSCONI-BIS - «La verità - spiega un deputato Udc - è che ormai pare chiaro che, con la fiducia al Senato, l'unica soluzione possibile per evitare il voto è il Berlusconi-bis». E visto che anche Emma Marcegaglia chiede un governo e definisce le elezioni extrema ratio, l'Udc prova gettare le basi per quella sempre più sembra essere l'unica soluzione per dare un governo al Paese. Certo, bisogna vedere se si riuscirà a convincere la Lega, visto che già oggi Roberto Maroni ha detto no. E non è lo scenario che voleva il Pd: «Casini - dicono al Nazareno - dovrà chiarire se vuole essere tra i protagonisti che aprono una fase nuova per il Paese, o tra le comparse della fine del berlusconismo».

BONDI - «Casini ha il merito di aver ribadito la posizione alternativa alla sinistra del proprio partito, sulla base dei valori e dei programmi del PPE. Se il leader dell'Udc si dimostrasse capace anche di formulare un giudizio più equilibrato e più adeguato alla realtà sull'esperienza del governo Berlusconi e sul ruolo del Pdl, potrebbe forse profilarsi un ruolo di responsabilità politica e istituzionale da parte dell'Udc, foriero di ulteriori sviluppi nel futuro».
E' la valutazione di Sandro Bondi, coordinatore del Pdl, sulle ultime posizioni espresse dal leader Udc.
«Casini - prosegue Bondi - ha ragione quando invita il Pd a distaccarsi dalla sinistra estrema di Di Pietro e di Vendola e di imboccare con coraggio una via riformista. Purtroppo il Pd non ascolterà l'appello di Casini perché avrebbe dovuto compiere da tempo una dolorosa riflessione culturale prima ancora che politica per essere in grado di essere oggi una responsabile forza di opposizione e diventare domani una credibile forza di governo».
«Casini - osserva Bondi - compie però un errore politico quando non riconosce i meriti dell'attuale governo e indica soluzioni di emergenza, senza prima ascoltare il verdetto popolare e democratico».

MARONI - «Questa del Governo d’armistizio mi mancava. Ma non so cosa sia». Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni chiude la porta a Casini e ribadisce che la Lega è contraria ad ogni rimpasto e avverte Berlusconi: «Senza una maggioranza ampia si deve andare a votare». «Io - dice il ministro ospite di Lucia Annunziata a In Mezz’ora - sono favorevole ai sani e saldi principi della democrazia: chi vince le elezioni governa e chi perde sta all’opposizione. Casini è una persona che stimo ma noi lo abbiamo già detto e lo ribadiamo: nessun rimpasto».