20 giugno 2024
Aggiornato 11:00
Trattativa Stato-Mafia

«Concorso esterno», indagato Mori

Cambio di imputazione per il Generale dei Carabinieri. L'inchiesta per «concorso esterno in associazione mafiosa». Mori: «Consapevole di avere solo combattuto Cosa nostra»

PALERMO - La Procura di Palermo ha iscritto nel registro degli indagati, con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, il generale del Ros Mario Mori nell'ambito della presunta trattativa tra Stato e mafia all'indomani della stagione stragista del '92 e del '93. L'inchiesta sull'ufficiale dell'Arma è la stessa che vede coinvolto Massimo Ciancimino, figlio dell'ex sindaco mafioso di Palermo, che da anni collabora con i magistrati della Procura del capoluogo siciliano, ai quali ha fornito un sostanzioso corpus di manoscritti attribuiti a suo padre Vito, legato ai corleonesi di Totò Riina.
Mario Mori, insieme al maggiore Mauro Obinu è già sotto processo a Palermo con l'accusa di favoreggiamento aggravato a Cosa nostra per la mancata cattura di Bernardo Provenzano nel 1995.

Mori: «Consapevole di aver combattuto Cosa Nostra» - Con una nota diffusa dall'avvocato Basilio Milio, legale del generale del Ros Mario Mori, l'ufficiale dell'Arma dei carabinieri afferma di non aver «ricevuto nulla riguardo la nuova ipotesi di reato» contestata. Secondo fonti investigative vicine alla Procura di Palermo, Mori, insieme a Massimo Ciancimino, sarebbe stato iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, nell'ambito dell'inchiesta sulla presunta trattativa fra Stato e mafia. Nel comunicato, l'avvocato sottolinea che «ove fosse confermata la nuova imputazione, gli argomenti a sua difesa rendono il generale tranquillo».
Mori dunque «si riserva di valutare compiutamente la situazione» nel momento in cui dovesse essere «formalizzata la nuova iniziativa della Procura». Milio, infine, spiega che il generale del Ros, già sotto processo a Palermo, insieme al maggiore Mauro Obinu, per favoreggiamento aggravato a cosa nostra, «continuerà a difendersi, consapevole di avere solo e soltanto combattuto la criminalità organizzata, ottenendo sempre lusinghieri risultati e mai venendo a patti con l'organizzazione mafiosa».

Gasparri: «Un eroe della lotta alla mafia» - «Il generale Mori e’ stato ed e’ un eroe della lotta alla mafia. La sua iscrizione nel registro degli indagati per concorso esterno in associazione mafiosa non può che indignarci. E lascia profondamente sconfortati la semplicità con la quale alcuni magistrati mettono in discussione l’operato di autentici servitori dello Stato.» Così si e’ espresso il presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, che ha osservato: «E’ la prova che nella procura di Palermo i messaggi di Borsellino e Falcone, legati al generale Mori da uno stretto rapporto fiduciario, sono completamente ignorati e dimenticati».