22 febbraio 2020
Aggiornato 18:00
Ucraina: due leoni attaccano domatore in circo

Lav: animali costretti a vita innaturale

Indispensabile riconvertire i circhi in spettacoli con soli artisti umani. 3,4 e 5 dicembre mobilitazione nazionale LAV per sollecitare il bando degli animali nei circhi

ROMA - «Vietare l'uso di animali nei circhi favorendo la riconversione di questi spettacoli in attività con esibizioni esclusivamente umane»: è questo l'appello della LAV, a commento della notizia di due leoni che, in Ucraina, hanno attaccato il domatore di un circo sotto gli occhi atterriti del pubblico e dei bambini. Le immagini shock hanno fatto il giro del mondo, riprese da un turista americano. Il domatore se l'è comunque cavata con qualche leggera ferita.

«E’ importante riflettere sulla ricaduta che quanto è successo avrà per i leoni di quel circo. - afferma Nadia Masutti, responsabile LAV settore circhi, zoo, esotici - Le regole implicite del circo sono state oltrepassate, l'uomo si è dimostrato debole ed attaccabile e potrebbe voler ripristinare l'equilibrio, per evitare che si ripeta un analogo episodio. Quei leoni potrebbero quindi, purtroppo ed inevitabilmente, dover sopportare nuove coercizioni per ritornare sottomessi.»

E’ indispensabile, inoltre, non considerare simili fatti degli «incidenti casuali», ma capirne le cause e porvi finalmente rimedio.

Proprio per sollecitare un intervento risolutivo del nostro Parlamento su questo tema, il 3,4 e 5 dicembre la LAV sarà presente nelle principali città d'Italia per raccogliere firme a sostegno di una petizione che sollecita l'emanazione di una legge a tutela di questi animali.

«Le responsabilità di questa aggressione sono esclusivamente umane e sono da ricondurre alla vita innaturale imposta agli animali del circo: domati, sottoposti a coercizioni, a vivere nelle gabbie e sotto i riflettori, in spazi limitati, obbligati ad eseguire pantomime ridicole e mortificanti - prosegue Nadia Masutti, responsabile LAV settore circhi, zoo, esotici - Tutto questo può causare fortissimi stress agli animali, tanto che spesso questi dimostrano di non riuscire più a subire il duro «lavoro» che viene loro imposto. Questa volta sono stati ben due leoni a ribellarsi insieme e l'epilogo poteva essere ancor più tragico, fermo restando l'evidente inadeguatezza sotto il profilo educativo di un tale spettacolo in particolare per i bambini purtroppo presenti».

I responsabili del circo in cui è accaduta questa ennesima «rivolta» degli animali, avrebbero dichiarato che l'animale non potrà essere più utilizzato nel circo e sarà portato in uno zoo. Analoga dichiarazione è stata resa recentemente dai proprietari del circo Knie, dove un'elefantessa di nome Sabu, è scappata per ben due volte, la prima volta per gettarsi nelle acque di un lago e rimanere a godere semplicemente il richiamo della sua natura.

«Cosa c'è di più triste e deleterio che passare dalle gabbie del circo alle gabbie di uno zoo? Eppure generalmente è questo il destino degli animali acrobati, quando non vengono ceduti ad altri circhi - conclude Nadia Masutti - Dobbiamo favorire la cultura del rispetto degli animali, perché conoscere gli animali significa prima di tutto rispettarli, non esibirli con il ritorno del botteghino e imprigionarli. Anche il pubblico dovrebbe finalmente ribellarsi, sempre più numeroso, rifiutandosi di assistere a spettacoli che usano e sottomettono gli animali».