27 luglio 2021
Aggiornato 00:00
Maggioranza

Giustizia, Fini: siamo fedeli solo al programma

Il leader di FLI: «Nessuna riforma contro i magistrati. Verificheremo se la politica è dossier o soluzione dei problemi»

ROMA - Gianfranco Fini ribadisce la fedeltà di Futuro e Libertà al patto elettorale: «Siamo fedeli a quegli elettori e a quel programma - avverte il presidente della Camera in un intervento telefonico ad un convegno della sua area in corso a Salerno - a condizione che venga declinato, scritto, applicato tutto e non venga dimenticato o peggio tradito in alcune sue parti».

RIFORMA - La riforma della giustizia non deve «penalizzare la magistratura», secondo Gianfranco Fini. «Non vuol dire - ha detto Fini nel suo intervento ripreso da SkyTg24 - che tutti i magistrati sono eccellenti servitori dello Stato. Ce ne sono che, come in altre categorie, hanno dei difetti. Ma non si può e non si deve in alcun modo pensare di dar vita a una riforma della giustizia che parta dal principio che si deve punire o penalizzare la magistratura italiana».
Il presidente della Camera ha poi fatto questa previsione sull'esito della riforma sulla giustizia: «Lo vedremo nelle prossime settimane nel dibattito alla Camera», dove Futuro e libertà per l'Italia «è determinante in termini numerici», e ciò è «garanzia» per il rispetto del programma.

AVVERTIMENTO - Gianfranco Fini lancia un avvertimento agli alleati: «Nei prossimi mesi - dice il presidente della Camera nel suo intervento telefonico alla convention di Generazione Italia in corso a Salerno, intervento ripreso da Sky Tg24 - gli italiani avranno la possibilità di verificare se la politica per davvero è un torbido affare in cui polemiche, personalismi, dossier, avvelenano quotidianamente il vivere civile o se al contrario la politica è la capacità di rispondere ai problemi reali dei cittadini».

MEZZOGIORNO E VOTI - Secondo Gianfranco Fini il centrodestra è «fin troppo attento alle esigenze e alle richieste di un partito, la Lega» e «in molte circostanze sembra dimenticare che buona parte del suo consenso arriva dal Sud, dal meridione. Stando agli impegni presi dal presidente Berlusconi nel discorso programmatico alle Camere», il meridione «deve tornare ad essere al centro dell'agenda politica. Ma occorre aspettare che alle buone intenzioni seguano fatti concreti e stanziamenti».
A giudizio del fondatore di Futuro e Libertà «è sacrosanto ricordare che servono le infrastrutture per il Sud», ma non va dimenticato che «in questi mesi i fondi Fas sono stati considerati un salvadanaio a cui attingere per far fronte alle tante emergenze che l'Italia di volta in volta doveva affrontare».