28 gennaio 2020
Aggiornato 12:00
La polemica

Bossi: il Pd presenta mozione di sfiducia alla Camera

Prima firma di Franceschini, sottoscritta da Bersani e Veltroni. Gli altri gruppi di opposizione, Idv e Udc, si sono dichiarati pronti a sostenere la mozione

ROMA - Il Pd ha depositato la mozione di sfiducia nei confronti di Umberto Bossi dopo le affermazioni fatte ieri dal leader della Lega nei confronti di Roma e dei romani.
«Il Ministro delle Riforme, Umberto Bossi, nel corso di una iniziativa a Lazzate, vicino a Monza, si è espresso con considerazioni pubbliche a proposito dell'acronimo latino SPQR, Senatus Populusque Romanus traducendolo, 'Io dico sono porci questi romani' - si legge nel testo della mozione - tali affermazioni contro la città di Roma e i suoi abitanti vengono derubricate dal Governo e dalla maggioranza a battute di spirito, parole che fanno parte di un supposto e ormai tollerato folklore: in realtà sono chiaramente la spia di una drammatica sottocultura che viene seminata da anni, in un crescendo di volgarità e aggressività antistorica; considerazioni di questa natura sono evidentemente incompatibili con la carica di Ministro della Repubblica e con l'articolo 54 della Costituzione laddove è previsto che «I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore?».

La mozione richiamando quindi «l'articolo 94 della Costituzione e l'articolo 115 del regolamento della Camera dei deputati ed esprime la propria sfiducia al Ministro delle Riforme, onorevole Umberto Bossi, e lo impegna a rassegnare le proprie dimissioni».
Il testo, a prima firma del capogruppo Dario Franceschini, è stato sottoscritta da tutti i principali dirigenti del partito, dal segretario, Pier Luigi Bersani, da Rosy Bindi, Enrico Letta, Piero Fassino, Beppe Fioroni e Walter Veltroni.
Gli altri gruppi di opposizione, Idv e Udc, si sono dichiarati pronti a sostenere la mozione di sfiducia al ministro Bossi.