17 febbraio 2020
Aggiornato 17:30
Tutela animali

Pellicce fuori moda

Da Danimarca, Australia, Cina e Regno Unito i vincitori dell’8° concorso internazionale «design against fur» promosso in Italia dalla LAV

ROMA - La pelliccia è definitivamente fuori moda: lo conferma anche l’ottava edizione del concorso internazionale «Design Against Fur», a cui hanno partecipato migliaia di giovani talenti del design. I vincitori di questa edizione, i cui artwork sono pubblicati su www.infurmation.com – provengono da Danimarca, Australia, Cina e Regno Unito.
«Design Against Fur» è il concorso organizzato ogni anno in quattro grandi aree internazionali (Europa-Internazionale, Cina, Russia, Irlanda), e prevede l‘aggiudicazione di un primo classificato per ogni area. Le opere vincitrici vengono poi giudicate a livello internazionale per assegnare il Gran Premio e, con una votazione on-line, il pubblico è chiamato ad assegnare il premio People's Choice Award.

Sono migliaia gli studenti che da diverse parti del mondo hanno messo a disposizione la propria capacità e la propria creatività per realizzare messaggi di sensibilizzazione e manifestare il loro NO alla pelliccia, a dimostrazione dell’attenzione che le nuove generazioni hanno verso i diritti degli animali e in particolare della disaffezione dei giovani consumatori verso il «prodotto pelliccia».
Il concorso «Design Against Fur» è promosso in Italia dalla LAV in quanto componente della Fur Free Alliance, la coalizione internazionale che riunisce più di 30 organizzazioni di tutto il mondo impegnate nel contrastare lo sfruttamento e l’uccisione di animali per la loro pelliccia.
«In questa edizione, agli studenti è stato chiesto di focalizzare il proprio sforzo per denunciare il massacro di conigli per il mercato internazionale della pelliccia – ha dichiarato Mark Glover, executive director, Humane Society International – Ogni anno milioni di conigli sono allevati e uccisi per produrre capi di abbigliamento. Gli studenti hanno usato le proprie capacità creative per interpretare brillantemente la crudele realtà dell’industria della pellicceria e spiegare perché è così importante dire no alla pelliccia animale».

La LAV ha il piacere di annunciare i nominativi degli studenti vincitori dell’edizione di quest’anno:

Il primo e secondo classificati del concorso Europeo-Internazionale per la realizzazione di manifesti, sono:
1° Camille Clemmensen, Signe Andersen e Mai Mi Dahmlos Eriksen della DMJX, Danish Scholl of Media and Journalism, Copenhagen, Danimarca
2° Joshua Cortese della TAFE NSW - Western Sydney Institute (Nepean College), Australia
Altri 23 studenti, tra i quali anche una ragazza cinese che studia alla Florence Design Academy, hanno ricevuto uno speciale riconoscimento dalla giuria. Tutti gli artwork sono disponibili su http://www.infurmation.com/daf/2010/win10_eu.php

I vincitori del concorso Internazionale di animazioni sono:
1° Liu Lei from Beijing Institute della Fashion Technology, Cina
2° Emily Brooke-Davies della Leeds Metropolitan University, UK
3° Richard Jacobs della York St John University, UK
Le animazioni sono visibili su http://www.infurmation.com/daf/2010/daf10.php

I vincitori del concorso Europeo ed Internazionale saranno ora valutati insieme ai vincitori delle altre edizioni tenutesi contemporaneamente in Cina, Russia e Irlanda. Per valutare la qualità dei lavori è coinvolto anche il pubblico che, con una votazione on-line aperta per tutto il mese di ottobre sul sito www.infurmation.com, potrà scegliere il manifesto migliore che riceverà il premio People's Choice

«E’ significativo che anche quest’anno il DAF abbia registrato tantissime adesioni di scuole italiane di design – dichiara Simone Pavesi, responsabile LAV campagne pellicce – Il tema di quest’anno, l’uso di conigli nell’industria della pellicceria, è purtroppo attuale e oggetto, da tempo, di una campagna nazionale della LAV. La pelliccia di coniglio non è un semplice sottoprodotto dell’industria della carne: al mondo milioni di questi animali vengono appositamente selezionati in razze allevate esclusivamente per produrre una pelliccia destinata a guarnire abiti e accessori vari. Si tratta di una pelliccia perlopiù meno costosa e pregiata rispetto ad altre, e proprio per questo proposta ad un pubblico più ampio per rifinire capi di ogni tipo: è la squallida strategia del settore per aggirare la conclamata crisi della pellicceria».

La LAV ricorda che 900 milioni di conigli ogni anno nel mondo, di cui 350 milioni nell’Unione Europea e quasi altrettanti in Cina, sono allevati e uccisi senza alcuna regola e senza alcuna protezione nella maggior parte dei paesi, per il mercato della pellicceria e della carne.
Più del 76% della produzione totale di pelli di coniglio nell’UE è realizzata in Italia, Spagna e Francia, e l’allevamento di tipo famigliare è ancora diffuso. L’Italia alleva ogni anno oltre 90 milioni di conigli, ed è il principale paese UE importatore di pelli da pellicceria, segno di una spiccata vocazione per l’attività di trasformazione: importa il 47% delle pelli importate nell’intera UE e ne esporta circa l’11%. La Spagna è il maggiore produttore europeo ed esporta il 69% delle pelli esportate dall’UE. Germania e Francia esportano pelli di coniglio di qualità elevata e ad alto prezzo, mentre la Spagna è il maggiore esportatore di pelli di qualità inferiore, spesso sottoprodotto dell’industria della carne.
La nuova edizione del concorso 2011 «Design Against Fur» sarà lanciata il prossimo 1° ottobre (dettagli disponibili su www.infurmation.com).