22 ottobre 2019
Aggiornato 17:30
Mafia

Mantovano: Brusca rischia revoca programma di protezione

Il Sottosegretario all'Interno: «Il pentito doveva dichiarare i beni illecitamente percepiti»

ROMA - Giovanni Brusca rischia la revoca del programma di protezione in seguito all'indagine della Dda di Palermo, che oggi ha portato all'operazione dei carabinieri in diverse zone d'Italia alla ricerca del 'tesoro' dell'ex boss mafioso condannato come organizzatore ed esecutore materiale della strage di Capaci. Lo lascia intendere in una nota il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano, per il quale «in termini generali, e prescindendo dal caso specifico, la consumazione di gravi reati dopo l'avvio della collaborazione impone la revoca del programma di protezione».

Brusca è infatti ora indagato per i reati di fittizia intestazione di beni, riciclaggio e tentata estorsione aggravata e, continua Mantovano, «quale presidente della Commissione sui Programmi di protezione, ho chiesto alla Direzione distrettuale antimafia una informativa dettagliata» sulla vicenda, «ai fini della valutazione della posizione» di Brusca.
«Ricordo che una norma introdotta dalla legge 45/2001 impone a ogni collaboratore di giustizia che sottoscrive l'accordo che è alla base del programma di dichiarare i beni illecitamente percepiti di cui dispone, direttamente o indirettamente; tale impegno - conclude il sottosegretario - è stato assunto da Giovanni Brusca all'atto del rinnovo del suo programma, nel 2005».