19 gennaio 2020
Aggiornato 09:30
Partito Democratico

Scontro Veltroni-Bersani su linea e premiership

Gli ex Ppi spaccati. Il nuovo Movimento può segnare la fine di Area democratica. D'Alema: «Il segretario è il leader»

ROMA - Lo scontro tra Pier Luigi Bersani e Walter Veltroni è ormai aperto. Oggi l'ex e l'attuale segretario del Pd hanno espresso pubblicamente le divergenze sulla linea politica e anche sulla premiership della coalizione. Il primo ha parlato, in una lunga intervista-forum su Repubblica tv, per la prima volta dopo il susseguirsi di indiscrezioni sull'iniziativa del documento-Movimento, insieme a Beppe Fioroni e Paolo Gentiloni, spiegando che il suo obiettivo è correggere la rotta del Pd e farlo uscire dalla crisi di consensi che lo ha portato dal 34 al 24,6%. Il secondo ha risposto a stretto giro durante la registrazione di Porta a Porta, definendo un 'autogoal' dividersi ora che la maggioranza di centrodestra è in crisi.

Sullo sfondo dell'iniziativa di Veltroni c'è poi la spaccatura dentro la componente ex popolare del Pd che ha dato il via ad una conta interna tra chi ha deciso di seguire Fioroni e chi invece resta con Franceschini, e di fatto con la maggioranza bersaniana. A dimostrazione del livello di tensione raggiunto oggi si sono susseguiti appelli pubblici e privati affinchè la discussione venga portata all'assemblea di Area democratica convocata per mercoledì prossimo. Il documento-Movimento infatti rischia di sancire la fine della componente di minoranza guidata da Franceschini. Oggi a scongiurare questo scenario sono scesi in campo anche Pier Luigi Castagnetti e Franco Marini convocando tutti gli ex popolari ad una riunione per martedì sera.

D'Alema: «Mossa geniale» - Dopo le ultime convulse giornate che hanno visto materializzarsi il documento Veltroni-Fioroni, oggi Massimo D'Alema ha cercato di stoppare qualunque ipotesi alternativa a Bersani sulla leadership del Pd e del centrosinistra: «Abbiamo scelto un leader nemmeno un anno fa - ha ricordato il presidente del Copasir - indebolirlo, magari mentre si è in vista di possibili elezioni, non mi pare una mossa geniale» e comunque «troverei ragionevole che se vi sono dirigenti del Pd che intendono candidarsi alla guida del governo, si candidassero prima alla segreteria del partito».

Veltroni però assicura di non essere interessato ad una corsa per la leadership: «Non mi candido a niente», ha detto, ma ha lanciato un'altra bordata contro Bersani: «Non escluderei una premiership fuori dal partito, scelta nella società, nelle professioni, come fu Romano nel 96». E il pensiero di tutti gli osservatori è corso alle indiscrezioni di stampa che oggi facevano il nome di Roberto Saviano come il personaggio in cima ai pensieri di Walter. «Vedo che c'è un cambiamento...», è stata la replica sarcastica del segretario Democratico sottintendendo che quando venne scritto lo statuto del Pd furono i veltroniani a sostenere la necessità di introdurre una norma che prevedesse l'automatismo tra la figura del segretario del partito e quella del candidato premier. «Io ho sempre detto che non lo escludo, ma che non lo ordina neanche il dottore...», ha aggiunto Bersani ma di certo «Prodi non può essere considerato un papa straniero, perché se c'è qualcuno che ha il copyright del Pd è proprio lui».

Consensi trasversali al documento - E mentre i promotori assicurano che al documento Veltroni-Fioroni arriveranno consensi ampi e trasversali, «a dimostrazione che chi lo descrive come una corrente dice solo cazzate», puntualizza Enrico Morando, oggi sono trapelate le prime indiscrezioni sul contenuto del progetto: «Non una corrente ma un Movimento in grado di rilanciare il progetto di innovazione e riformismo del Pd», un'iniziativa «forte e coraggiosa per il superamento della crisi del Pd». Il testo dal titolo 'Innovazione e Riformismo: un Pd grande e aperto per un'alternativa al berlusconismo» è diviso in 7 punti e si apre con un'analisi della «crisi politica del centrodestra», quindi tratteggia un quadro allarmato della situazione economica del paese e sulla necessità di riforme immediate e coraggiose.
Ma il punto di partenza dell'iniziativa, come ha spiegato lo stesso Veltroni, è la conclamata crisi di consensi del Pd che, nato con il 34% dei voti oggi ne raccoglie meno del 25% nonostante la crisi del Pdl in atto. Bocciate le ipotesi di alleanze neocentriste o neofrontiste, quelle delle coalizioni con tutti dentro, per i promotori occorre tornare alla vocazione maggioritaria e aprirsi alle forze esterne della società civile. Il documento ormai pronto, è stato sottoposto alla riflessione di chi vorrà sottoscriverlo per essere presentato domenica prossima.

Franceschini: «Irresponsabili» - Dario Franceschini, che già ieri incontrando Veltroni e Fioroni aveva giudicato il documento «un errore», oggi si è espresso con parole ancora più dure: «Penso che sia irresponsabile, di fronte alle divisioni e alle spaccature che ci sono nel crollo del berlusconismo e della destra italiana, offrire a loro le nostre divisioni. Questo è avvenuto troppe volte in passato, da Prodi in poi. E' ora di finirla». Mentre Arturo Parisi dopo aver smentito di aver sottoscritto il documento ha bacchettato entrambe le 'campane' chiedendosi perchè il Pd non abbia ancora preso un'iniziativa per «sfiduciare Berlusconi in Parlamento».
«In questo momento la palla è di là, bisogna discutere nel merito e non tirarci la palla in casa nostra - ha ammonito Bersani -. Poi possiamo discutere di tutto, del premier, gli altri problemi li sbriglieremo», e quindi ha avvertito Veltroni: «Non si può dire sto dentro e ma anche fuori». Il botta e risposta tra i due è andato avanti fino a sera e l'ultima parola l'ha avuta l'ex leader assicurando di non voler danneggiare il partito: «Voglio solo aiutare, è il contrario di un regalo a Berlusconi, mi preoccupo che ci sia un'alternativa credibile al centrodestra».