25 settembre 2020
Aggiornato 08:30
Politica | Udc

Casini «scarica» i dissidenti siciliani

«Con loro via un peso, ma non li caccio». Romano: «La base è con noi, sostegno a Berlusconi»

ROMA - Tra Pier Ferdinando Casini e la componente siciliana dell'Udc che fa capo a Salvatore Cuffaro e Saverio Romano lo strappo è a un passo ma l'approdo dei cinque deputati (e un senatore) che fanno gola alla maggioranza di governo sarà chiaro soltanto dopo il discorso del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in Parlamento a fine mese: «Tutto è possibile», profetizza il coordinatore regionale del partito in Sicilia. Anche la formalizzazione di una minoranza interna. Mentre Casini minimizza: «Non è il primo dei miei pensieri». E comunque rappresentano «lo 0,6% dei nostri voti» ma anche «il peso di tante critiche che ci sono venute addosso».

GRUPPO DEI RESPONSABILI - I dissidenti siciliani non sono interessati a entrare nel 'gruppo dei responsabili' cui il Cavaliere sta lavorando per assicurarsi una maggioranza alla Camera indipendentemente dall'apporto dei finiani, ma Romano è convinto che ci sia «un pezzo del partito che ritiene che la legislatura debba andare avanti e che non bisogna chiedere le dimissioni di Berlusconi» e per dimostrarlo chiede la convocazione di un consiglio nazionale. «Finora - è la replica del presidente dell'Udc, Rocco Buttiglione, cui spetta la convocazione - non è pervenuta alcuna richiesta in tal senso, tuttavia mi sembra improbabile e inutile convocare il Cn prima del 28 settembre, cioè prima di aver ascoltato cosa ha da dire Berlusconi». Comunque, «se arriva la richiesta di convocarlo prima, la prenderò in considerazione».