3 aprile 2020
Aggiornato 22:30
Incarichi d'oro

Letizia Moratti prosciolta dal gip di Milano

Sono stati prosciolti anche quattro ex dirigenti del Comune, tra i quali l'ex direttore generale ed ex primo cittadino Giampiero Borghini

MILANO - Il gip milanese Maria Grazia Domanico ha prosciolto il sindaco di Milano Letizia Moratti dall'accusa di abuso d'ufficio nell'ambito dell'inchiesta relativa agli incarichi d'oro, dove decine di funzionari sarebbero stati indotti ad andare in pensione al fine di favorire la nomina di altri. Sono stati prosciolti anche quattro ex dirigenti del Comune, tra i quali l'ex direttore generale ed ex primo cittadino Giampiero Borghini, che rispondevano anche di concussione e truffa. Una prima richiesta di archiviazione era stata bocciata dal gip Paolo Ielo nel marzo dell'anno scorso e la procura era stata invitata a valutare anche le ipotesi di reato di violenza privata e minacce.

OSCURI E CASUALI CRITERI NOMINA DIRIGENTI - Nel disporre l'archiviazione della posizione del sindaco di Milano Letizia Moratti, il gip Maria Grazia Domanico sottolinea, tuttavia, «come del tutto oscuri siano stati i percorsi che hanno portato alla nomina dei nuovi dirigenti, tanto da sembrare, in alcuni casi, addirittura casuali, pur godendo evidentemente tutti i nuovi dirigenti della fiducia della nuova amministrazione». Il comportamento dell'amministrazione comunale viene definito «grave e colposo» dal giudice, che evidenzia la condanna, per gli stessi fatti oggetto del procedimento penale, inflitta dalla Corte dei Conti, il 14 gennaio scorso, nei confronti di tutti gli indagati. Moratti, Borghini, Bordogna e Bonetti Baroggi erano stati condannati dalla giustizia contabile a pagare al Comune di Milano un danno erariale di 262mia euro. Non e' però ravvisabile il reato di violenza privata, ad avviso del gip, perché «gli elementi raccolti non sono idonei per ritenere la sussistenza del dolo intenzionale da parte del sindaco e del direttore generale». Non e' stato infatti provato, scrive Domanico, che la riorganizzazione della macchina comunale «sia stata congegnata allo scopo di avvantaggiare, dal punto di vista patrimoniale, una o più persone, cosa che non può essere affermata dal momento che scopo prevalente era quello di assicurare uno stretto legale e un rapporto fiduciario sicuro tra la direzione politica e il dirigente amministrativo».

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