La Russa: i rapporti sono al lumicino ma non finiremo come Prodi
Il Ministro al Corriere della Sera: «Nessuna campagna acquisti, vedremo chi è leale. Napolitano saggio, sopra le righe la polemica con lui»
ROMA - Tra Pdl e Fli «gli spiragli, invece di aprirsi, si sono ristretti: ora siamo al lumicino». E' l'analisi, alla vigilia del vertice di oggi del Pdl, del ministro della Difesa e coordinatore del partito Ignazio La Russa. In una intervista al Corriere della Sera La Russa spiega: «Vogliamo verificare se siamo in grado di vivere senza stenti», «non vogliamo fare come Prodi, anche se è un paragone improprio perchè i pochi parlamentari rimasti erano l'uno contro l'altro armati. I nostri sono fortemente coesi, anche se è vero che alla Camera saremmo a rischio».
Secondo La Russa non c'è «nessuna campagna acquisti» nei confronti dei finiani ma certo «ci aspettiamo che chi è stato eletto con noi sia leale. Si tratta solo di verificare se qualcuno o tutti o nessuno parlano con lingua biforcuta». Comunque, il documento sui quattro punti per rilanciare il programma non può vedere l'apporto dei finiani perchè «hanno già deciso: uscendo dal Pdl hanno fatto saltare la strada della condivisione». Infine La Russa bolla come «sopra le righe» gli attacchi a Napolitano e si dice fiducioso nella sua saggezza: «Chi decide è il Presidente della Repubblica, condizionato, lo dico tra virgolette, dalla situazione che si crea» «tenendo conto della volontà degli elettori».