12 luglio 2020
Aggiornato 01:30
Politica & Giustizia

Csm, Vietti a un passo dalla vice-presidenza

Domani il voto decisivo. Si tratta fino all'ultimo sugli altri «laici»

ROMA - Domani dovrebbe essere il giorno buono per l'elezione dei laici del Csm, di sicuro è l'ultima occasione per rispettare il termine del 31 luglio indicato come perentorio dal capo dello Stato e dal presidente della Camera Gianfranco Fini. Ancora oggi, per tutto il giorno, le votazioni sono andate a vuoto, mentre nei corridoi della Camera si intrecciavano continuamente incontri e colloqui, sotto gli occhi attenti dell'Udc Michele Vietti, in pole position per la vice-presidenza. La lista degli otto laici di competenza del Parlamento si va delineando, ma le trattative andranno avanti fino all'ultimo perché anche all'interno dei singoli partiti le diverse 'cordate' continuano a dividersi sui nomi da eleggere.

Se l'elezione di Vietti sembra ormai cosa fatta, salvo sorprese dell'ultimissima ora, sugli altri 7 consiglieri laici i conciliaboli continuano. Per la maggioranza, sarebbero in pista il presidente emerito della Consulta Annibale Marini, nonostante sembri fallito il tentativo del Pdl di farlo eleggere alla vice-presidenza al posto di Vietti; si parla poi di Lorenzo D'Avack, vice-presidente del comitato nazionale di bioetica, del finiano Nino Lo Presti, di Vincenzo Scordamaglia e della leghista Mariella Ventura Sarno.

Per il Pd vengono accreditati l'avvocato Ds Guido Calvi e, per l'area cattolica, Glauco Giostra o Pietro Carotti. Ma secondo altre fonti, anche il candidato ex Ds sarebbe ancora in bilico: Calvi sconta resistenze dentro e fuori il partito e la scelta potrebbe alla fine cadere su Luca Petrucci. Domattina alle 8.30 si riuniranno i gruppi parlamentari democratici di Camera e Senato per fissare i due nomi da eleggere.