18 giugno 2021
Aggiornato 17:00
Federalismo

Bossi: ai Comuni le tasse sugli immobili

Il leader leghista: «Basta con la finanza derivata, con il federalismo municapale cambia tutto». Tremonti: «Cedolare sugli affitti»

ROMA - Un debito pubblico che è causato dal fatto che «chi spende non ha la responsabilità di trovare i soldi che in qualche caso butta via», un sistema che ora cambierà grazie al «federalismo municipale» che assegna ai Comuni le tasse sugli immobili, introducendo il principio di responsabilità. Lo sottolinea il ministro delle Riforme Umberto Bossi, in conferenza stampa al termine del consiglio dei ministri che ha approvato la relazione del ministro dell'Economia Giulio Tremonti sul finanziamento del federalismo fiscale. E in conferenza stampa scendono proprio Bossi, Tremonti, Roberto Calderoli e Raffaele Fitto. Non il neo ministro Aldo Brancher.

CAMBIARE - «Siamo il paese con il debito pubblico più alto ed è arrivato il momento di cambiare», spiega Bossi. Il federalismo fiscale dunque «serve per cambiare dalla finanza derivata dove lo Stato incassa tutte le tasse e paga a piè di lista i livelli istituzionali che spendono. Manca la responsabilità: chi spende, no deve procurarsi i soldi che spende, che in qualche caso butta via. Il federalismo municipale è passo importante, si tratta di dare ai Comuni, per adesso perchè poi toccherà anche a Regioni e Province, un processo di finanza propria che si basa sul fatto che i Comuni avranno tutte le tasse che riguardano gli immobili: sono tante tasse che però i Comuni potrebbero anche semplificare per favorire i contribuenti in un'unica tassa. Ma sarà una decisione loro. Noi ci limitiamo per adesso a indirizzare i Comuni. Il primo passo è il federalismo demaniale - sintetizza il leader della Lega - il secondo è il federalismo municipale».

TREMONTI - Con il federalismo municipale che assegna ai Comuni le tasse sugli immobili, «pensiamo ci sia la base per introdurre la cedolare secca sugli affitti». Lo ha detto il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, in conferenza stampa a palazzo Chigi. La cedolare «era nel nostro programma elettorale, e qui finalmente c'è lo spazio per metterla dentro», ha spiegato il ministro. E poi, aggiunge sarcasticamente, «mi spiace deludere ma la prima casa resterà esente da ogni costo».