18 ottobre 2019
Aggiornato 06:00
La manifestazione del PD

Bersani lancia «sua» manovra

L'affondo del leader democratico: «Paghino tutti, pure Berlusconi. Sul ddl intercettazioni vigileremo. La Costituzione è nostra bandiera»

ROMA - La Costituzione come bandiera; una 'contro-manovra' che assicuri equità e sviluppo; il sarcasmo contro Tremonti, Berlusconi e Bossi: Pier Luigi Bersani chiude la sua prima manifestazione da segretario accompagnato da trombette simil-'vuvuzelas', le trombe dei mondiali di calcio, e non nasconde la soddisfazione. «Siamo un bel partito, lo avete visto oggi, via...». Sul palco, oggi, pochi dirigenti di partito, il copione prevedeva quasi solo interventi della 'società civile', un operaio, un'insegnante, un attore, un poliziotto: tutti a spiegare gli effetti negativi della manovra. Unici politici ammessi, oltre al segretario, l'ex presidente Scalfaro (in video), Sergio Chiamparino e Vasco Errani, ma solo nella loro veste di presidenti dell'Anci e della Conferenza delle Regioni.

Bersani si siede in prima fila, tra Rosy Bindi e Dario Franceschini. In sala, tra gli altri, anche Enrico Letta, Walter Veltroni (che non parla: «Oggi è il giorno del segretario«), Piero Fassino, Anna Finocchiaro, Paolo Gentiloni. Il segretario ascolta divertito i fischi che accompagnano il video stile-Blob su Berlusconi che apre la manifestazione, poi segue tutti gli interventi, prima di salire sul palco. «Questa è davvero una bella manifestazione - esordisce quando prende la parola - dà l'idea di chi siamo noi. Ho in testa un Pd con mani, piedi, cuore, testa dentro la società, sui problemi della gente comune».

La chiave di volta, per il segretario, è la Costituzione, quella che Berlusconi deve rispettare o «andare a casa». Nella Carta, già nel primo articolo, c'è «la nostra bandiera», la sintesi che rende questione sociale e questione democratica un tutt'uno». Il populismo «porta al disastro», insiste, perché è «un meccanismo per fare consenso, non per governare».
E nella Costituzione ci sono anche le ragioni che spingono il Pd a battersi contro le norme sulle intercettazioni. Per Bersani è positivo che ora la maggioranza rifletta: «Ma noi saremo vigili, perchè non è la prima volta che poi trovano una quadra, si rimettono l'elmetto e vanno avanti a colpi di fiducia».