28 gennaio 2020
Aggiornato 00:30
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La Bibbia diventa materia scolastica

Lo studio di un testo sacro è in contrasto rispetto ai nuovi saperi?

Laicità e religione hanno trovato un punto di incontro: la Bibbia si studierà nelle scuole italiane al pari dell’Odissea, dell’Iliade o dei Promessi sposi.
L’accordo è stato concretizzato in un protocollo di intesa firmato dal Ministero dell’Istruzione e da Biblia, l’associazione laica e aconfessionale che da anni lavora a questo progetto.
L’obiettivo è quello di ricordare, in un’epoca di grande conflittualità, che le tre grandi religioni monoteiste hanno un’unica radice, la Bibbia.

Ma insieme ai motivi spirituali l’accostamento dei giovani alla Bibbia servirà a dimostrare come il testo sacro abbia avuto un’influenza determinante sulla letteratura, sull’arte, sulla filosofia, ma soprattutto sul corso della storia.
Inizialmente lo studio della Bibbia verrà riservato al biennio delle scuole medie superiori.
Non sarà costituito un nuovo corso di studi, non sostituirà l’ora di religione, ma la Bibbia verrà inserita nei programmi di Italiano.
Siete d’accordo che tornare a studiare e capire le nostre origini può aiutarci a comprendere meglio il presente? Non siete d’accordo? Parliamone nel Diario del Web