27 febbraio 2021
Aggiornato 20:30
Sperimentazione animale

L'Ue approva testo revisione direttiva 86/609

LAV: «Testo lontano dalle richieste di opinione pubblica e associazioni. Delude la mancanza dell’obbligo al ricorso di metodi alternativi»

BRUXELLES - Il Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea ha approvato il testo per la revisione della ormai venticinquennale Direttiva 86/609, che regolamenta l’uso degli animali a fini scientifici. Dopo anni di negoziazioni, è stato trovato un accordo tra le tre Istituzioni europee coinvolte: Consiglio, Commissione e Parlamento.

«L’accordo raggiunto rappresenta un passo importante e decisivo per la sorte di milioni di animali, ma il testo approvato si distacca ancora, notevolmente, dal volere dell’opinione pubblica e delle associazioni animaliste europee, che hanno lottato per ottenere divieti e tutele maggiori per gli animali da laboratorio, in particolare sulle condizioni di stabulazione, il sistema di autorizzazione, i livelli di dolore e l’utilizzo dei primati non umani, soprattutto per grandi scimmie come scimpanzé e gorilla, che, nei fatti, grazie a deroghe è ancora possibile utilizzare», commenta Michela Kuan, biologa, responsabile LAV settore vivisezione.

E’ necessaria una precisa volontà, da parte dell’ambiente scientifico e delle forze politiche, di ridurre il più possibile il ricorso ad animali nell’ottica futura della totale sostituzione; i metodi alternativi sono ancora troppo poco diffusi, sebbene ne sia stata accertata la riproducibilità, l’attendibilità, il vantaggio economico e l’alto rigore scientifico.

«Purtroppo, il testo revisionato della Direttiva ha deluso anche in questo ambito, non obbligando il ricorso ai metodi alternativi all’uso di animali, vincolo che avrebbe rappresentato il punto di partenza per un doveroso cambiamento culturale nella ricerca», prosegue Michela Kuan.

L’adozione, formale, del testo di revisione della Direttiva 86/609 è prevista nei prossimi giorni; una volta effettuata comincerà ufficialmente la fase di seconda lettura per il Parlamento europeo, che avrà tre mesi di tempo per votare sulla posizione presa dal Consiglio.

In seguito all’approvazione del testo da entrambe le Istituzioni, svolgeranno un ruolo fondamentale gli Stati membri della Unione europea, che avranno il potere, come auspichiamo, di rafforzare e implementare la tutela degli animali utilizzati a fini sperimentali sul proprio territorio nell’iter di trasposizione della Direttiva in Decreti nazionali.