3 aprile 2020
Aggiornato 23:00
Immigrazione

Moratti: un clandestino senza lavoro di norma delinque

Il sindaco: «Cambiare la legge: chi è colto in flagranza non viene espulso se ha processi in corso». Maroni: «Nessuna equazione clandestini-criminali»

MILANO - «I clandestini che non hanno un lavoro regolare normalmente delinquono». Lo ha detto il sindaco di Milano Letizia Moratti, intervenendo all'Università Cattolica di Milano al convegno 'Per un'integrazione possibile, al quale partecipa anche il ministro dell'Interno Roberto Maroni.

DISAPPROVAZIONE - L'affermazione del sindaco, che ha parlato dopo l'esposizione dei risultati di una ricerca sui processi migratori e le periferie urbane, è stata accolta da un brusìo di disapprovazione da parte del pubblico presente nell'aula magna.
La clandestinità - ha detto Letizia Moratti - è un reato. Ma un clandestino colto in flagranza non può essere espulso se ha altri processi in corso». Quindi, «per rendere efficace il reato di clandestinità - è il ragionamento del sindaco di Milano - occorre assorbirlo in altre fattispecie di reato allo scopo di rendere effettiva l'espulsione».
Dopo aver sottolineato che a Milano c'è il doppio di alunni stranieri rispetto alla media italiana, il sindaco ha ammesso che nel capoluogo lombardo ci sono altri «casi come via Padova e ci possono essere anche in altre situazioni».

L'ESPONENTE VATICANO - Dopo la Moratti, ha preso la parola il presidente del Pontificio consiglio per la Pastorale dei migranti e degli itineranti, monsignor Antonio Maria Vegliò. «In un Paese come l’Italia, che ormai conta un buon numero di immigrati e si confronta con una forte pressione immigratoria, è sempre più urgente l’attuazione di progetti per l’integrazione», ha detto. I «tristi fatti» di via Padova, a Milano, così come altre vicende, accadute in Italia negli ultimi mesi, per l’esponente vaticano «pongono grandi interrogativi sulla gestione dell’immigrazione in zone periferiche già a rischio».

MARONI: «NESSUNA EQUAZIONE» - Nessuna equazione clandestini-criminali da parte del sindaco di Milano. «Non ha detto questo, ha detto un'altra cosa. Mi pare che non sia propriamente questa equazione», ha detto il ministro dell'Interno Roberto Maroni replicando a chi gli chiedeva un commento «sull'equazione fatta dal sindaco di Milano clandestini uguale criminali».

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