23 febbraio 2020
Aggiornato 22:00
Caso Mills

Pm: no a rinvio udienza causa Consiglio dei ministri

Per Fabio De Pasquale «Mancano caratteri urgenza e necessità assoluta»

MILANO - Il pm di Milano Fabio De Pasquale ha chiesto ai giudici di rigettare la richiesta dei difensori di Silvio Berlusconi di rinviare l'udienza a causa della concomitanza con la riunione del Consiglio dei ministri di oggi. Nel processo in cui Berlusconi è imputato di aver corrotto il testimone David Mills, il pm ha spiegato che non sussistono i caratteri della necessità e dell'urgenza.

Il magistrato ha ricordato che l'udienza di oggi era stata concordata e che il Consiglio dei ministri è stato fissato successivamente per decisione dello stesso imputato. I legali di Berlusconi Niccolò Ghedini e Piero Longo negano che l'udienza fosse stata concordata.
Durante la discussione tra le parti, si è accennato anche alla legge sul legittimo impedimento di recente promulgata da Napolitano ma il problema sarà affrontato eventualmente dopo. Adesso i giudici sono riuniti per decidere se rinviare o meno l'udienza a causa del Consiglio dei ministri.

IDV: «SEGUITO IL DETTATO COSTITUZIONALE» - «Il rappresentante della pubblica accusa, opponendosi al rinvio richiesto dalla difesa Berlusconi, ha svolto legittimamente il proprio ruolo secondo il dettato costituzionale». Lo afferma in una nota Federico Palomba, deputato IdV e vicepresidente della commissione Giustizia alla Camera.
«Quando si fanno pasticci e norme illegittime – aggiunge il dipietrista – come quella sul legittimo impedimento, in netto contrasto sulla costituzione, si va incontro ad inconvenienti, per così dire, del genere. Quella sul legittimo impedimento – dice ancora Palomba – non è una norma costituzionale, ma ordinaria. Dunque è dello stesso rango del Codice di Procedura Penale. Il giudice, dunque, si basa legittimamente su tale codice, in quanto norma più aderente al dettato costituzionale, che affida al giudice la competenza e l’autorità di decidere sullo svolgimento del processo».