24 maggio 2024
Aggiornato 06:30
«Non bisogna avere fretta»

Schifani: per le riforme serve una maggioranza larga

Il Presidente del Senato: «Una mancata condivisione rischia di far naufragare un qualsiasi progetto»

ROMA - Le riforme costituzionali «devono essere connotate dal raggiungimento di una larga maggioranza che non può e non deve essere soltanto quella delle forze politiche che sono attualmente al Governo». Renato Schifani, presidente del Senato, rilancia la necessità di un dialogo sulle riforme, e ammonisce ad evitare «fretta», nel suo intervento al convegno «Una giovane Costituzione» in corso alla Camera dei deputati, alla presenza del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

«La mancata condivisione, il non raggiungimento di un felice equilibrio tra tutte le forze politiche - sottolinea Schifani - rischierebbe, infatti, di fare naufragare qualunque progetto, come è accaduto nelle passate legislature. Ben vengano - dice - progetti da tutte le forze politiche sui quali dovrà essere effettuata un'attenta analisi, dovrà esserci confronto, dialogo, eventualmente anche acceso, purchè alla fine del percorso si raggiunga un risultato che sia, se possibile, la giusta mediazione tra diversi punti di vista, che offra al nostro Paese un prodotto di vera qualità, capace di ridare slancio e snellezza all'intero sistema parlamentare e che sia idoneo a risolvere i problemi sociali ed economici degli italiani».

Ricordando il dibattito del 2 dicembre al Senato, conclusosi con l'approvazione di due mozioni sulle riforme che chiedevano 'l'approvazione di un testo condiviso dalla più ampia maggioranza parlamentare', Schifani aggiunge: «Mi considero fin d'ora garante del metodo 'inclusivo' approvato in Senato all'unanimità. E' il Parlamento la sede naturale di questo confronto che dovrà coinvolgere le forze politiche chiamate ad approfondire ogni elemento con grande competenza, ma anche e soprattutto con esemplare senso di responsabilità, avendo quale unico e fondamentale obiettivo le reali ed effettive esigenze della nostra Italia».

«Ed è indispensabile - ammonisce la seconda carica dello Stato - non avere fretta: modifiche così delicate che richiedono ponderazione, equilibrio, scelte complesse mal si conciliano con idee di accelerazione dei tempi. Come lei ha ben segnalato nei giorni scorsi, signor presidente», dice rivolto a Napolitano, bisogna uscire 'dalle anticipazioni e dalle approssimazioni', ma aprire un confronto costruttivo e impegnativo».