14 luglio 2020
Aggiornato 02:00
Giornata della memoria

In 150mila a Milano per la Giornata delle vittime della Mafia

La marcia promossa da dall'associazione Libera. Don Ciotti: «Non lasciamo soli Magistrati e Forze dell'ordine»

MILANO - Oltre 150mila persone hanno sfilato oggi a Milano per la quindicesima edizione della Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie, promossa da «Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie», e «Avviso Pubblico» per ricordare tutte le vittime innocenti delle mafie e rinnovare in nome di quelle vittime l'impegno di contrasto alla criminalità organizzata. Al corteo hanno preso parte oltre 500 familiari delle vittime delle mafie in rappresentanza di un coordinamento di oltre 3mila familiari, rappresentanti di ong provenienti da circa 30 paesi europei e dall'America Latina.

Lo striscione retto dai familiari ha aperto il corteo partito da Bastioni Piazza Venezia ed arrivato a Piazza Duomo. La piazza si è riempita mentre la coda del corteo ancora doveva partire. Sul palco sono stati letti i nomi di oltre 900 vittime delle mafie, semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell'ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali, morti per mano delle mafie. «Non lasciamo soli magistrati e forze dell'ordine», è l'appello lanciato dal fondatore di Libera, don Luigi Ciotti. Il corteo, arrivato in Piazza Fontana, ha fatto un minuto di silenzio della strage omonima.

«AMMAZZATECI TUTTI» - Alla manifestazione ha partecipato anche il movimento antimafie «Ammazzateci tutti», nato all'indomani dell'omicidio del vicepresidente del consiglio regionale della Calabria, Francesco Fortugno. «Ci siamo, come ogni anno - spiega il leader dell'organizzazione, Aldo Pecora - per ribadire un concetto semplice: le mafie si sono evolute ed è al nord che si gioca la partita più importante, a partire da mercati finanziari, grandi opere ed industria». La delegazione di Ammazzateci Tutti, con Aldo Pecora è guidata da Rosanna Scopelliti, figlia di Antonino Scopelliti, sostituto procuratore generale di Cassazione, ucciso in Calabria nell'agosto '91. Presente alla manifestazione anche il direttore della direzione investigativa antimafia, generale dell'arma dei carabinieri Antonio Girone.