28 febbraio 2020
Aggiornato 07:30
Inchiesta Trani

Mancino: l'ispezione non può comprimere l'inchiesta

Il vicepresidente del CSM: «Rispettare l'autonomia dei PM»

ROMA - Ribadire i confini tra l'ispezione ministeriale e l'indagine giudiziaria, indagine che «non può essere compressa» dall'attività degli 007 di via Arenula. Il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, spiega così l'obiettivo della pratica aperta oggi dal comitato di presidenza su richiesta di molti consiglieri e affidata alla Sesta commissione perché verifichi eventuali interferenze dell'ispezione disposta dal ministro della Giustizia, Angelino Alfano, in Procura a Trani.

«Nella linea del Csm, che è di data antica, abbiamo affidato alla Sesta commissione la questione - riferisce Mancino al termine della riunione dei vertici di Palazzo dei Marescialli - affinché ribadisca i confini tra ispezione e indagine giudiziaria, che non può essere compressa dall'ispezione, ma ci vuole rispetto per l'autonomia e l'indipendenza della magistratura requirente».

Il numero due di Palazzo dei Marescialli non anticipa quelli che saranno i prossimi passi sul 'caso': «La questione è ora nelle mani della Sesta commissione», si limita a dire aggiungendo però che gli ispettori hanno «un mandato che la Costituzione delimita con precisa attenzione nei confronti dell'attività di indagine».