6 dicembre 2019
Aggiornato 06:30
La visita del Papa alla Sinagoga di Roma

Pacifici: visita storica, avrà effetti benefici

«Il gesto di alzarsi destinato a fare epoca»

ROMA - La visita del Papa in Sinagoga «avrà effetti benefici». Lo dichiara, in un'intervista alla Stampa, Riccardo Pacifici, presidente della Comunità ebraica di Roma.

«Continuano - osserva - ad esserci delle differenze di giudizio sulla figura di Pio XII sotto il profilo storico, ma di questo si potrà parlare con maggior ragione quando saranno resi accessibili gli archivi vaticani. Alla vigilia, attorno alla visita del Papa, certamente c'era tensione, ma una tensione legata all'entusiasmo. Non c'è stata la minima contestazione. C'erano dei dissensi, ma ci furono anche con la visita di Giovanni Paolo II. Sono voci minoritarie che rispetto al 1986 sono emerse con maggiore chiarezza, ma è una ricchezza della nostra comunità che è aperta al confronto e non si appiattisce su un'unica posizione. L'importante sono i frutti di questo evento. Cioè quello che accadrà dopo».

Pacifici era presente anche alla visita di Wojtyla. «Sono due pagine di storia imparagonabili- spiega - perché in 34 anni è il mondo ad essere radicalmente mutato e comunque gli effetti sono verificabili a lungo termine. L'abbraccio di Giovanni Paolo II ai 'fratelli maggiori nella fede' ha fatto epoca e lo stesso accadrà per lo straordinario gesto di benedetto XVI che, durante i discorsi nel Tempio Maggiore, si è alzato, lui da solo, e con grande umiltà, in segno di rispetto verso i sopravvissuti dei lager. Le polemiche della vigilia sono svanite in un istante, l'apprezzamento è stato unanime».