2 dicembre 2020
Aggiornato 19:30
Sperimentazione animale

29 maiali vivi sepolti sotto la neve per esperimento

La denuncia della Lav. Nel Progetto austriaco coinvolto anche istituto con sede in Italia

ROMA - A Vent, in Austria, secondo quanto riporta il sito tirolese della Orf, l'Ente radiotelevisivo austriaco, è iniziato un esperimento della durata di due settimane durante il quale 29 maiali vivi verranno sepolti da valanghe artificiali di neve, per indagare gli effetti di congelamento e morte in condizioni simili sull'uomo. Ogni giorno verranno utilizzati 2 o 3 animali che moriranno durante l'esperimento per soffocamento, in quanto sepolti completamente, o per congelamento, perché lasciati con la testa fuori dalla neve.

«Sono chiare a tutti, ad esclusione dei «ricercatori» coinvolti, le ovvie implicazioni etiche legate all'esperimento. L'approccio metodologico è invece, ottocentesco e fuorviante - commenta Michela Kuan, responsabile Lav settore Vivisezione - L'anatomia e la fisiologia del maiale, infatti, sono differenti dalla nostra specie: parametri come il diverso spessore cutaneo, rapporto tra masse grassa e magra, frequenza del battito cardiaco e distanza degli arti dal cuore, rendono i risultati inapplicabili all'uomo».

Lo stesso soccorso alpino austriaco ritiene inutili tali esperimenti, dissociandosi dalle finalità dichiarate dall'istituto di ricerca; esistono numerosi metodi alternativi dimostratisi più utili e predittivi nella diagnostica e terapia di persone colpite da slavine, come raccolta e analisi di dati e studio dei fattori che incidono in situazioni climatiche, geografiche e logistiche estreme: «Siamo certi che le autorità austriache metteranno subito fine a questi test, inutili e dannosi», aggiunge Gianluca Felicetti, presidente Lav.

L'esperimento vede anche il coinvolgimento di un Ente di ricerca italiano: l'Istituto per la medicina d'emergenza in montagna di Bolzano che, se direttamente coinvolto nelle procedure sperimentali, opererebbe di fatto senza l'autorizzazione necessaria per compiere esperimenti che coinvolgano animali a fini scientifici, in più in un territorio provinciale che da anni vieta la vivisezione per legge. La Lav, in relazione al ruolo dell'istituto altoatesino, chiede l'intervento del ministero della Salute e del Servizio veterinario provinciale, per indagare le finalità dello studio e le relative autorizzazioni.