20 novembre 2019
Aggiornato 06:30
Religione & Società

Pio XII, la Beatificazione non limita la ricerca storica

Per l'apertura degli archivi Vaticani ci vorranno ancora alcuni anni. Pacelli attento a sorte ebrei

CITTÀ DEL VATICANO - La decisione del Papa di fare avanzare il processo di beatificazione di Pio XII «non intende minimamente limitare la discussione circa le scelte concrete compiute da Pio XII nella situazione in cui si trovava», anche se «per parte sua, la Chiesa afferma che sono state compiute con la pura intenzione di svolgere al meglio il servizio di altissima e drammatica responsabilità del Pontefice»: lo dichiara il portavoce vaticano in una nota nella quale si precisa che occorrono «alcuni anni», per motivi tecnici, per aprire completamente gli archivi vaticani su quel periodo.

«Quando il Papa firma un Decreto sulle virtù eroiche di un Servo di Dio - afferma padre Federico Lombardi - cioè di una persona di cui è stata introdotta la Causa di beatificazione, conferma la valutazione positiva che la Congregazione delle Cause dei Santi ha già votato - dopo attento esame degli scritti e delle testimonianze - sul fatto che il candidato ha vissuto in modo eminente le virtù cristiane e ha manifestato la sua fede, la sua speranza, la sua carità, in grado superiore a ciò che si attende normalmente dai fedeli. Perciò può essere proposto come modello di vita cristiana al popolo di Dio. Naturalmente si tiene conto in questa valutazione delle circostanze in cui la persona ha vissuto, occorre quindi un esame dal punto di vista storico, ma la valutazione riguarda essenzialmente la testimonianza di vita cristiana data dalla persona (il suo intenso rapporto con Dio e la continua ricerca della perfezione evangelica - come diceva il Papa sabato scorso nel suo discorso alla Congregazione delle Cause dei Santi), e non la valutazione della portata storica di tutte le sue scelte operative».

«Anche una eventuale successiva Beatificazione - prosegue Lombardi - si colloca nella stessa linea, di proporre al popolo di Dio - con l'ulteriore conforto del segno di grazie straordinarie date da Dio per intercessione del Servo di Dio - un modello di vita cristiana eminente. In occasione della Beatificazione di Giovanni XXIII e di Pio IX, Giovanni Paolo II affermava: 'La santità vive nella storia e ogni santo non è sottratto ai limiti e condizionamenti propri della nostra umanità. Beatificando un suo figlio, la Chiesa non celebra particolari opzioni storiche da lui compiute, ma piuttosto lo addita all'imitazione e alla venerazione per le sue virtù a lode della grazia divina che in esse risplende'».

«Ciò - afferma il gesuita - non intende dunque minimamente limitare la discussione circa le scelte concrete compiute da Pio XII nella situazione in cui si trovava. Per parte sua, la Chiesa afferma che sono state compiute con la pura intenzione di svolgere al meglio il servizio di altissima e drammatica responsabilità del Pontefice. In ogni caso, l'attenzione e la preoccupazione di Pio XII per la sorte degli ebrei - cosa che certamente è rilevante per la valutazione delle sue virtù - sono largamente testimoniate e riconosciute anche da molti ebrei. Rimane quindi aperta anche in futuro la ricerca e la valutazione degli storici nel loro campo specifico», prosegue Lombardi. «E nel caso concreto si comprende la richiesta di avere aperte tutte le possibilità di ricerca sui documenti. Già Paolo VI aveva voluto favorire rapidamente tale ricerca con la pubblicazione dei volumi degli Actes et Documents. Per l'apertura completa degli archivi - come si è detto più volte - occorre provvedere all'ordinamento e alla catalogazione di una massa enorme di documenti, che richiede un tempo tecnico ancora di alcuni anni».