21 novembre 2019
Aggiornato 03:30
Cultura & Società

Pio XII, Israele chiede l'apertura degli archivi del Vaticano

La richiesta arriva dopo la decisione di Benedetto XVI di procedere con la «beatificazione»

GERUSALEMME - Israele ha chiesto l'apertura degli archivi del Vaticano sulla Seconda guerra mondiale dopo la decisione di Benedetto XVI di riprendere la procedura di beatificazione di Papa Pio XII, accusato di essere rimasto passivamente in silenzio durante la Shoah.
«Il processo di beatificazione non ci riguarda, è una questione che concerne la Chiesa cattolica. Quanto al ruolo di Pio XII, la parola spetta agli storici ed è per questo che chiediamo l'apertura degli archivi del Vaticano sulla guerra mondiale», ha spiegato all'Afp il portavoce del ministero degli Esteri israelianio Yigal Palmor.

Benedetto XVI ieri ha proclamato «venerabili» due suoi predecessori, Giovanni Paolo II e Pio XII, compiendo un passo decisivo per la beatificazione dei due ex pontefici e suscitando per Pacelli (1939-1958) le proteste delle comunità ebraiche di Berlino e di Roma.
Alla fine degli anni '60, Pio XII fu accusato di aver avuto un atteggiamento passivo rispetto all'Olocausto, una accusa che ha rallentato il processo di beatificazione avviato nel 1967. Ma da quando è asceso al soglio pontificio nel 2005, Joseph Ratzinger ha preso le sue difese in più occasioni.

Gli archivi del Vaticano saranno disponibili al più presto nel 2013, aveva detto l'anno scorso il rabbino David Rosen, che partecipò ai negoziati su «l'Accordo fondamentale» che sancì nel 1993 lo stabilimento di rapporti diplomatici fra Israele e la Santa Sede. L'anno scorso, il ministro degli Affari sociali israeliano, Yitzhak Herzog, aveva definito «inaccettabile» il progetto di trasformare Pio XII in santo. «Durante la Shoah, il Vaticano sapeva cosa accadeva in Europa. Il papa ha mantenuto il silenzio e ha forse fatto peggio, invece di ergersi, conformemente al precetto biblico, contro il sangue versato».