21 novembre 2019
Aggiornato 15:00
Polemiche dopo la decisione di Benedetto XVI

Pio XII, Tullia Zevi: era meglio il silenzio

«Figura è complessa, gli storici devono ancora diradare ogni dubbio»

ROMA - «Di fronte ad una figura complessa come Pio XII sarebbe meglio osservare un doveroso silenzio, in attesa di saperne di più e con più mirata certezza quando saranno completamente aperti gli archivi del suo tormentato pontificato. Ma non credo che la decisione assunta da Benedetto XVI su papa Pacelli possa compromettere i rapporti tra ebrei e cristiani, e, tantomeno, mettere in pericolo la visita che papa Ratzinger farà alla Sinagoga di Roma il 17 gennaio prossimo». Intervistata oggi da Repubblica, la professoressa Tullia Zevi, presidente emerito dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, cerca di gettare acqua sul fuoco delle polemiche nate dalla decisione di papa Benedetto XVI di 'candidare' a beato Pio XII.

Tullia Zevi definisce «apocalittici» gli anni del pontificato di Eugenio Pacelli e ritiene che «papa Pacelli è un personaggio complesso e controverso, soprattutto per tutto quanto c'è stato tra lui e il regime fascista nell'ambito del quale guidò la Chiesa cattolica come sommo pontefice. Non sta a me e, tantomeno, a tutto il mondo ebraico sindacare sulle decisioni di un Papa. In questo caso però - continua - forse è bene non avere fretta. Per un giudizio complessivo su Pio XII manca ancora tutta la parte relativa alla documentazione del suo pontificato che dovrà essere messa a disposizione degli studiosi».

«Sono gli storici che devono rispondere a questi quesiti e diradare, sulla base di documentazioni attendibili, i dubbi che ancora circondano Pio XII. È comunque un fatto storicamente provato - prosegue la professoressa - che tante sue scelte furono dettate dalla sulla apocalittica paura verso il comunismo, senza tener conto che, anche in quegli anni, non c'era solo il comunismo sovietico, ma tante altre forze progressiste, socialiste e socialdemocratiche. Ma non va mai dimenticato che è stato un pontefice che è vissuto in tempi drammatici e difficili».

Infine uno sguardo ai rapporti tra cristiani e ebrei: «Non credo che ci saranno conseguenze sui rapporti, ormai non si torna indietro, il dialogo andrà sempre avanti, anche di fronte ad incomprensioni momentanee e persino a critiche reciproche, come può legittimamente succedere con Pio XII. Indietro però non si torna. Per fortuna».