15 giugno 2021
Aggiornato 18:00
Media & Pubblicità

Il Governo pensa a un nuovo «tetto» agli spot per le pay tv

Dal 18% al 12% in 3 anni. Gentiloni: «decreto Mediaset» è un regalo a tv del premier

ROMA - Una riduzione progressiva del tetto alla pubblicità per le pay tv, dal 18 per cento attuale al 12 per cento fra tre anni. Sarebbe questa, a quanto si apprende, la linea adottata dal Consiglio dei ministri per lo schema di decreto legislativo con cui recepire la direttiva Ue sulla tv senza frontiere. La norma, che prevedeva nella prima stesura un tetto del 12 per cento da subito, aveva suscitato le polemiche dell'opposizione per il danno che avrebbe arrecato a Sky a vantaggio di Mediaset.

E le opposizioni tornano all'attacco. «Alla fine hanno prevalso le ragioni dei falchi e non delle colombe» ha affermato il capogruppo del Partito Democratico in commissione Telecomunicazioni alla Camera, Michele Meta. «Chiediamo, a questo punto, al viceministro Romani di venire in Parlamento a riferire sulla decisione di avviare sin dal prossimo anno un riequilibrio dell'affollamento pubblicitario per le pay tv senza rivedere l'intero sistema, e senza considerare le conseguenze sul settore oggi penalizzato dal calo di offerta pubblicitaria».

«Decreto Mediaset» - E Paolo Gentiloni, responsabile comunicazioni del Pd, definisce il provvedimento un «decreto Mediaset», che «consente alle reti del premier di incrementare la loro quota pubblicitaria che già raggiunge il 64% della torta tv». Invece «I canali sulla piattaforma Sky subiranno una riduzione di un terzo della pubblicità in tre anni».

«Tra le misure più gravi approvate» osserva poi Gentiloni «ci sono l'incredibile introduzione di una autorizzazione ministeriale per il live-streaming dei siti Internet e l'indebolimento delle norme a sostegno della produzione audiovisiva indipendente, introdotte nel 2007 e, tra l'altro, soggette a un nuovo intervento di un decreto ministeriale previsto tra 9 mesi».