23 ottobre 2019
Aggiornato 05:00
Appello di Famiglia Cristiana

Dopo i Crocefissi salviamo il Presepe da strumentalizzazioni

«Innalzare i simboli religiosi al ruolo di bandiere ideologiche e' pericoloso. E c'e' chi ancora insiste»

ROMA - «Dopo i crocifissi e i minareti, speriamo non si apra il fronte del presepe. Non vorremmo che la battaglia dell'identità cristiana, in salsa leghista ed etnica, trasformasse la capanna di Betlemme in «carroccio» e i Re Magi (di cui uno nero) in vassalli celti che portano in dono l'acqua del Po».
Lo afferma l'editoriale del settimanale Famiglia Cristiana aggiungendo che «innalzare i simboli religiosi al ruolo di bandiere ideologiche e' pericoloso. E c'e' chi ancora insiste, proponendo in Parlamento una legge sul crocifisso, con tanto di sanzioni per chi lo staccherà dalle pareti. O imponendo allo Stato l'acquisto di crocifissi per migliaia di euro».

«E' questo - si chiede Famiglia Cristiana - il modo di difendere il cristianesimo? Non si possono avere dubbi tra chi brandisce il crocifisso come una clava e chi, invece, ne segue l'esempio di amore verso ogni essere umano. Senza discriminare nessuno. Come ha invitato a fare l'arcivescovo di Milano, cardinale Dionigi Tettamanzi. O come fanno, ogni giorno, migliaia di volontari della Caritas o delle parrocchie italiane, accogliendo lo 'straniero' che e' tra noi. Come, anche, 'il presepe e' pieno di extracomunitari, a cominciare dai Re Magi', ce l'ha ricordato il presidente della Camera. Aggiungendo che 'Gesù era forestiero', costretto a chiedere asilo politico in Egitto».

Riferendosi poi alle polemiche che dalla Lega hanno investito il cardinale di Milano Tettamanzi, il settimanale indica un problema di coerenza: «Come può chi invoca il dio Po e si sposa con rito celtico (questa e' la formula: '...sarai la mia sposa. Giuro davanti al fuoco che mi purifica. Esso fonderà questo metallo come le nostre vite nuovamente generate') impartire lezioni di teologia e dottrina cristiana a uno dei più apprezzati e stimati cardinali della Chiesa italiana? Non c'e' più rispetto. Quanto al pudore s'e' perso già da tempo. Per non parlare della coerenza».

«Chi un tempo accusava il Vaticano d'essere 'il vero nemico da affogare nel water della storia', ora e lì -sottolinea il settimanale- a inaugurare presepi! Questi, i nuovi difensori della fede cristiana! E c'e' anche chi li accredita».

«Oggi, la fede e' usata come arma da scagliare contro altri. Riguarda ogni credo. I fondamentalismi - sono in agguato in tutte le religioni. Quando le ragioni del credere smarriscono verità e giustizia, si rischia di finire sull'orlo del baratro. E si giustifica la lotta contro il diverso per pelle, lingua, cultura. E, appunto, religione. Ha detto monsignor Luigi Stucchi, vicario episcopale di Varese: 'La comunità cristiana aiuta chi ha più bisogno e non guarda al passaporto'. Il tempo di Dio e' la storia intera. Il luogo di Dio e' il mondo intero».

«Il presepe -ricorda Famiglia Cristiana- e' l'icona di Dio che mette la tenda tra gli uomini. Tutti gli uomini.  Gesu' e' nato per spiegare cos'e' l'amore. Farebbe bene a ricordarlo chi inaugura i presepi, ma dimentica che gli ultimi della terra sono i più vicini alla grotta e al Bambino».