16 ottobre 2019
Aggiornato 16:00
L'aggressione a Berlusconi

Avvenire: le bombe figlie di parole di fuoco ma il Palazzo è sordo

«Cosa serve più della dinamite per fargli cambiare registro?»

ROMA - Ieri il loro Presidente Cei Cardinale Bagnasco, oggi il loro quotidiano Avvenire. Con un editoriale in prima pagina a sigla Mt, attribuibile dunque al nuovo direttore Marco Tarquinio, i Vescovi italiani puntano il dito senza se e senza ma contro la politica romana di Palazzo, quale responsabile del clima che ha favorito la ripresa di iniziativa del terrorismo: la bomba alla Bocconi di Milano come l'ordigno esploso al Cie per immigrati di Gradisca.
«La firma è anarchica - scrive fra l'altro Avvenire- ma che cosa ha innescato le bombe? Parole. Parole di fuoco. Come quelle che hanno preceduto il ferimento del Premier e ancora l'accompagnano. E però nel Palazzo non si cambia registro. Un'aggressione, della dinamite. Che cosa si aspetta di più?«