11 dicembre 2019
Aggiornato 10:00
Scuola. Protesta studenti

Per gli studenti dell'Onda revocato l'assenso al corteo di venerdì a Roma

La replica: «Andremo comunque in strada». Per il segretario della FLC CGIL Pantaleo: «Un divieto gravissimo»

ROMA - La Questura di Roma avrebbe revocato l'autorizzazione al corteo degli studenti delle superiori e dell'università in programma nella capitale venerdì prossimo 11 dicembre: la manifestazione, indetta contro le politiche del governo in concomitanza con quella della Flc Cgil, sarebbe partita da piazzale Aldo Moro e passando per piazza della Repubblica avrebbe raggiunto il Ministero dell'Istruzione in viale Trastevere.

Lo rendono noto gli studenti dell'Onda della Sapienza, per i quali in questo modo «ancora una volta, in tempo di crisi, si vuole limitare la libertà d'espressione e il diritto al dissenso, attraverso l'imposizione di un protocollo amministrativo, valido, quindi, solo per le parti contraenti. Ancora una volta viene agito il tentativo di limitare il protagonismo dei soggetti della formazione, studenti, ricercatori, insegnanti e genitori, che rifiutano di pagare una crisi che non hanno prodotto».

«In un paese a democrazia bloccata crediamo invece sia fondamentale rivendicare il nostro diritto a manifestare, contro i processi di dismissione di scuola e università, contro ogni forma di precarizzazione del nostro lavoro e delle nostre vite. Per questo venerdì in occasione dello sciopero dei lavoratori della conoscenza - annunciano gli studenti - attraverseremo le strade della città riprendendoci la libertà d'espressione e il diritto a manifestare».

Pantaleo: «divieto gravissimo» - Secondo Domenico Pantaleo, segretario della FLC Cgil, «il divieto di raggiungere il ministero della Pubblica istruzione rappresenta una gravissima limitazione del diritto di esprimere le proprie idee e il proprio dissenso. Si tratta di un corteo assolutamente pacifico che vuole incrociare la manifestazione della Cgil, perché ne condivide i presupposti e la dura critica ai provvedimenti del governo contro i settori della conoscenza e del pubblico impiego, ma altrettanto determinato ad esprimere legittimamente la propria autonomia».

«La scelta di negare l'autorizzazione è sbagliata perché tutte le manifestazioni pacifiche e democratiche devono essere non solo autorizzate ma difese. Ci auguriamo - conclude Pantaleo - che una soluzione venga presto trovata in modo tale da dare la possibilità al movimento di raggiungere il Miur».