14 giugno 2024
Aggiornato 08:30
Italia. Scuola

Dal 2002 al 2010 36.218 docenti e 4.945 classi in meno

Dossier Legambiente sulla «dieta» cui è sottoposta l'istruzione italiana dopo il piano Tremonti-Gelmini

ROMA - 322 istituzioni scolastiche aggregate, 68 piccoli plessi chiusi e 36.218 cattedre tagliate. Sono questi i risultati dei tagli attuati alla scuola solo nel primo anno del piano Tremonti-Gelmini, che sono andati ad aggiungersi alla riduzione di risorse dei precedenti provvedimenti governativi. Una «dieta ferrea» le cui conseguenze Legambiente ha ricostruito nel dossier 2009 sui tagli alla scuola italiana dal 2002 al 2010. «Otto anni che raccontano, a fronte di un aumento degli alunni, il taglio di classi e organici, la riduzione di risorse finanziarie alle scuole pubbliche e, nel contempo, i nuovi finanziamenti a quelle private».

PRECARIATO - Indicatore più significativo della «china in discesa» della scuola italiana è, a tutti gli effetti, il precariato. Secondo il dossier di Legambiente, infatti, dal 2002 al 2010 si sono persi 29.302 docenti di ruolo, per arrivare nell'anno scolastico 2008/09 a un 15,66% di precari (130.835) nel corpo docente, di cui ben 110.533 è stato licenziato al termine delle attività didattiche. Non va meglio neanche per i 90.026 docenti di sostegno, di cui oggi il 43,80% (39.428) è precario, spesso senza specializzazione e comunque impossibilitato a garantire quella continuità necessaria nei processi educativi di questi alunni. E anche il personale Ata è sempre più precario. Dal 72,52% di collaboratori scolastici assunti a tempo indeterminato nell'anno scolastico 2001/02 nel corrente anno siamo scesi a 60,37%.
«Il precariato - dice Legambiente - rappresenta uno svilimento della figura professionale dell'insegnante, sulla quale evidentemente si vuole investire sempre di meno, se si considerano i dati sulla formazione per il corpo docente che lascia sul campo il 27,64% delle risorse rispetto allo scorso anno, l'87,07% in meno rispetto al 2001».

DOCENTI DI SOSTEGNO - Non va meglio per la formazione dei docenti di sostegno: la cifra dei fondi a loro destinati, già bassa in partenza, subisce un taglio del 25,14% rispetto all'anno scolastico 2008/2009, mentre aumentano nel contempo i bisogni formativi, dal momento che quasi il 50% di questo personale è precario e senza alcuna specializzazione.