26 giugno 2019
Aggiornato 16:30
Nubifragio Messina

Messina, Presidente Consiglio Comunale denuncia «poca solidarietà»

Giuseppe Previti in una nota afferma: «Complice campagna fatta da giornali e da conduttori tv»

MESSINA - Poca solidarietà agli alluvionati di Messina da parte degli italiani, complice una campagna negativa portata avanti da «alcuni conduttori televisivi e testate giornalistiche nazionali» . Nessun appello a favore delle popolazioni colpite, nessuna «striscia» o «sottopancia» per inviare sms nè per il conto corrente messo a disposizione dal Comune per inviare contributi.

La denuncia arriva dal presidente del consiglio comunale di Messina, Giuseppe Previti, che in una nota afferma: «Un grido di indignazione si alza forte e chiaro dalla Comunità messinese, tragicamente colpita dal cataclisma dell'1 ottobre. E' un sentito comune. E' un corale rigetto di quell'ulteriore fango, questo si più pericoloso, artatamente schizzato contro questa città».

Previti punta l'indice contro chi voleva fare passare il «messaggio» che le cause della tragedia fossero da addebitare all'abusivismo, visto che si è trattato solo di nove casi di abusivismo minore a Giampilieri e al mancato recepimento dell'allerta meteo, che era generalizzato. Chi ha voluto fare passare questo messaggio, spiega, «ci è riuscito benissimo, complice alcuni conduttori televisivi e testate giornalistiche nazionali. La conclusione di questo ragionamento ha indotto i benpesanti a considerare i cittadini messinesi vittime di se stessi, per cui non meritano la solidarietà nazionale che scatta in questi casi».

Nessun appello a favore delle popolazione colpite, nessuna «striscia» o «sottopancia» nè per sms nè per il conto corrente del Comune di Messina con la causale «pro- alluvionati», salvo rarissime eccezioni. «Eppure - dice Previti - i messinesi sono stati sempre un popolo generoso, memori della immane tragedia del terremoto del 1908. Basta guardare la raccolta di fondi effettuate in varie occasioni come Telethon dove la città è tra le prime d'Italia come donazione. I messinesi, quando c'è da manifestare solidarietà non chiedono se quella scuola o quell' istituto è abusivo e non ricercano colpe, questo spetta ad altri organismi come avvenuto per l'Aquila, ma si sforzano di dare segni tangibili». «Potremmo manifestare la nostra incontenibile indignazione - conclude - facendo un appello a non pagare il canone Rai, potremmo fare lo sciopero alle TV nazionali, o altro ancora ma siamo persone serie che rivendicano uguali diritti. I nostri morti non sono di rango inferiore ad alcuno che si faccia giustizia, non carità, perché la carità, solidarietà, senza giustizia non ha senso».